Buchi, ciambelle e delusioni

bandiera

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Questo è un post-lamentela, poi non dite che non vi avevo avvertito.

Ammetto che in cucina non sono molto sportiva (ok, neanche nel resto). Se una cosa non mi viene bene mi innervosisco, mi incavolo, mi irrito, e guai al malcapitato che mi passa vicino. Vado su tutte le furie e la prima reazione – lo confesso – è di scaraventare tutto dalla finestra accompagnandolo con un urlo da samurai. E sì che sono un tipo così calmo, dicono.

ciliegie1

Del resto, sbagliare è la cosa più semplice del mondo. E se capita perché la ricetta è fuorviante, o perché commetto inavvertitamente qualche errore, passi. Mi incavolo, ma piano piano la furia si estingue e me ne faccio una ragione.

Quello che proprio non riesco a perdonarmi è quando ho avuto dei dubbi (o intuizioni) durante la preparazione e li ho trascurati per attenermi alla ricetta originale. E’ come avere la soluzione tra le mani e decidere consapevolmente di sbagliare, solo per affidarsi all’esperienza di un altro. Ma perché ‘sta carenza cronica di fiducia?!

Ma a questo proposito la cucina assume anche un ruolo terapeutico. Perché – proprio come nella vita – non tutte le ciambelle riescono col buco, e allora è bene che anche le precisine-perfettine-che-le-vogliono-tutte-accomodate-come-dicono-loro (mamma©) ne prendano atto e imparino a gestire il fallimento. E capiscano una buona volta che ogni tanto bisogna seguire l’istinto (o il cervello) e chissenefrega se la ricetta dice così, secondo me è meglio cosà e lo faccio, accettandone le conseguenze.
Perciò, quando la crostata di oggi si è rivelata molto diversa da quello che mi aspettavo, ho fatto di necessità virtù e ho cercato di prenderla con filosofia, ripromettendomi che la prossima volta farò di testa mia.
Però, le prime 3 ore sono stata incazzata lo stesso. -.-

Da un sacco di tempo volevo fare una crostata con la farina di farro, finalmente avevo un sacco di ciliegie, perfette per farcirla, e mi sono svegliata tutta contenta pensando al dolce che attendeva di essere creato.

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In primo luogo, la ricetta prescriveva una quantità di burro pari alla metà della farina, proporzione che ho sempre evitato come la peste perché per il mio gusto è troppo pesante. Però – mi sono detta – la vogliamo provare, almeno una volta? E proviamola. E infatti è troppo pesante. Troverete quindi dosi più basse, da integrare, eventualmente con un pochino di latte.

E poi, le ciliegie. Dovevano essere denocciolate e messe con il succo. Ma io lo sapevo che poi si ammollava troppo!! E allora perché l’ho fatto lo stesso?! Perché perché perché me tapina? (Come vedete, l’ho presa bene).

Vabbè, l’ho già fatta troppo lunga, ecco la ricetta con le modifiche che secondo me dovrebbero essere fatte. Che poi alla fine è piaciuta a tutti, ma sono io che non sono rimasta soddisfatta.
‘Sta crostata mi è rimasta proprio sul gozzo, ve lo dico, e sentirete di nuovo parlare di lei.

CROSTATA DI CILIEGIE

Per la pasta frolla:

  • 300 gr di farina di farro
  • 110 gr di burro
  • 60 gr di zucchero di canna
  • 1 uovo
  • 1-2 cucchiai di latte, all’occorrenza

Per la farcitura:

  • circa 500 gr di ciliegie
  • 20 gr di zucchero bianco

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Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente e lavoratelo tra le mani insieme alla farina fino ad ottenere un composto slegato; poi unite lo zucchero e l’uovo, lavorate il tutto velocemente, avvolgete nella pellicola trasparente e mettete a riposare in frigo per un’oretta.
Lavate le ciliegie, togliete il nocciolo e mettetele in un recipiente con un cucchiaio di zucchero.
Foderate con la pasta frolla uno stampo da crostata (spessore circa mezzo cm), poi versatevi le ciliegie (lasciando da parte il succo che intanto avranno fatto) e, se volete, decorate la superficie con strisce di pasta o formine.
Cuocete a 180° per 35-40 minuti. Fate raffreddare bene prima di tagliarla.

13 risposte a "Buchi, ciambelle e delusioni"

  1. Ahahhaha, lo so bene, capita anche a me e quando non mi riesce qualcosa la vivo sempre come una sconfitta, forse peggio di te…addirittura mi chiedo se so cucinare!
    Ma dall aspetto sembra comunque buonissima e vedrai la prossima volta che super torta!

    • Il sapore è stato giudicato buono dai miei assaggiatori…quindi non era questo disastro che mi ero immaginata…e piano piano ho superato anche la mia delusione! E meno male! 😉

  2. Potrei fare un elenco lungo di delusioni/fallimenti in cucina, con tanto di “scoramento” dopo attesa ed emozione… è inutile, quando qualcosa viene male o diverso dalle nostre aspettative, l’arrabbiatura sale, è un istinto naturale! Mi è capitato i primi tempi con delle paste frolle, con dei biscotti alla fragola che erano mollicci come spugne, con una mousse che era venuta liquida come un fiume e con una torta venuta sottile e dura come un sandalo… adesso ci rido sù, ma al momento… 🙂
    Vabbè, armiamoci di pazienza… e in fondo è vero che solo provando e sbagliando si migliora! La tua crostata, comunque, a vederla da qui sembra succosa al punto giusto e di aspetto molto genuino, cosa che per me è importante… 🙂

    • Meno male che non sono io la sola a prendermela per queste cose! A volte mi sento proprio infantile, ma è più forte di me!
      Spero davvero di migliorare, non solo in cucina ma anche nelle mie reazioni!
      Che poi effettivamente la crostata non era male e genuina lo è di sicuro…cosa che anche io apprezzo sempre!
      Grazie per le tue parole!

  3. Ahahah l’Ali arrabbiata è difficile da vedersi e da immaginarsi, però la crostata non sembra affatto male, anche se capisco la tua frustrazione nel non esserti data retta e nel fatto che non sia venuta come avresti voluto…ma come hai detto te, sbagliando si impara, e la prossima crostata sarà migliore e, soprattutto, esente da momenti incazzerecci! 😉

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