Storia del dessert. La più dolce delle invenzioni – M. Krondl

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Un libro che è come una torta Foresta Nera: intenso, ricco, gustoso e saziante. Non ve lo perdete!

Michael Krondl –  storico gastronomico, scrittore e cuoco –  collabora con testate del tenore di Gastronomica e Marie Claire; in questo libro ripercorre la nascita e l’evoluzione del dessert in sei comparti geografici: India, Medio Oriente, Italia, Francia, Vienna e Stati Uniti.

Ho trovato molto interessante l’impostazione di Krondl: nel suo viaggio alla scoperta del dessert come lo conosciamo oggi, l’autore ripercorre le tappe più salienti della storia politica, sociale ed economica dei Paesi trattati, ma sempre in maniera sintetica e finalizzata alle ripercussioni che esse hanno su questo genere di lusso dell’alimentazione.
A tratti emergono anche aspetti religiosi e antropologici, che però tendono a rimanere in secondo piano rispetto alle connessioni più “materiali”: rifornimento di materie prime, stabilità politico-economica, conquiste e colonialismo, organizzazione e convenzioni sociali. Gustando un capitolo dopo l’altro, risaltano in maniera evidente differenze culturali tra Paesi, che vanno ben al di là degli aspetti dolciari e rivelano invece aspetti molto profondi.

La possibilità di fare un viaggio nel tempo e nello spazio è quello che rende per me così affascinante questo genere di libri, a patto che abbiano la duplice capacità di fornire nozioni/informazioni utili e di trasmettere suggestioni e sguardi su altri mondi, impresa nella quale Krondl riesce molto bene. Un pregio fondamentale dei libri, secondo me, è la capacità di suscitare il desiderio di approfondire e leggere ancora e ancora di più e, al tempo stesso, di conoscere luoghi e tradizioni con i propri occhi, attraverso il viaggio; e in questa prospettiva il libro per me è stato molto fecondo.

Il capitolo dedicato al mondo francese mi ha entusiasmato (e come potrebbe essere diversamente, quando si parla di pasticceria?), così come quello su Vienna: qui ho trovato molti spunti interessanti per dolci che vorrei fare (e così la lista si allunga…) e sono stata presa da un immediato desiderio di viaggiare in questi Paesi.
Ma ho trovato molto interessanti anche i capitoli sull’India e il Medio Oriente: non solo è stato un modo per conoscere qualcosa in più di queste culture gastronomiche, ma anche per avere qualche nozione sulla storia e l’evoluzione socio-economica di Paesi che mi sono sconosciuti sotto tutti i punti di vista (quanta ignoranza in questo blog!!!).
Meno affascinante la sezione riferita all’Italia, ma solo perché molte cose mi erano già note, mentre nel leggere degli Stati Uniti sono rimasta molto colpita dalla diversità concettuale alla base del concetto di dolce e dessert, diversità che è di fronte ai nostri occhi ma sulla quale non mi ero mai soffermata più di tanto. In particolare, la totale assenza dello sviluppo una vera arte pasticcera come accade invece in Europa: negli Stati Uniti la contrapposizione è tra il fatto in casa, considerato indice di qualità (ma che si basa comunque spesso su preparati e semilavorati, quindi è un home-made a metà) e la produzione industriale, che si è sviluppata prestissimo…davvero un altro mondo rispetto a noi!

Il libro contiene solo illustrazioni in bianco e nero e a bassa risoluzione, per lo più frontespizi di libri e foto di dolci. Le ricette sono soltanto sei, una alla fine di ogni sezione, e tutte piuttosto complicate ma indicative della cultura di ogni Paese. La lettura è scorrevole: l’autore utilizza un linguaggio piuttosto semplice e sa come tenere viva l’attenzione di chi legge e sebbene si tratti di un saggio a volte si è curiosi di andare avanti come capita in un romanzo.

La bibliografia citata dall’autore è piuttosto ampia e, anche se alcune tesi dell’autore mi sembrano un po’ azzardate o, a volte, semplicistiche, le referenze bibliografiche e la citazione delle fonti sono sempre puntuali. In fondo al libro, inoltre, si trova l’indice dei nomi, che in libri di questo tipo ritengo indispensabile.

Le fonti storiche sono spesso protagoniste della ricostruzione di Krondl, dalle più note per la cucina italiana come Bartolomeo Scappi o Cristoforo di Messisbugo, a raccolte francesi come l’anonimo Mènagier de Paris o Le cusinier François di La Varenne. Dalle pagine del passato, la voce diretta di chef, cuochi e appassionati rende più vera e vivace la storia di un genere alimentare così affascinante, la cui rapida evoluzione continua ancora oggi.

krondlSTORIA DEL DESSERT. La più dolce delle invenzioni

Autore: Michael Krondl

Editore: Odoya

Anno: 2012

Pagine: 384

Prezzo: 20 euro

12 risposte a "Storia del dessert. La più dolce delle invenzioni – M. Krondl"

  1. Le tue letture in questo campo sono sempre indizio di un interesse e di un approfondimento che va ben oltre la media. Non so se il libro farebbe al caso mio ma certo mi incuriosisce il lato sociale insito nella storia del dolce. Bella segnalazione che terrò a mente per un regalo originale ad hoc.

    • Secondo me, per un appassionato del genere, sarebbe un bel regalo. Ovvio che se a uno non interessa la materia risulta forse un po’ troppo specialistico…ma comunque si legge bene e ci sono aneddoti curiosi e interessanti! 🙂
      Un abbraccio!

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