Insalata di bulghur con avocado e frutti di mare

united_kingdom_640

Click to translate

Voglia di vacanzeee!!! La città è ormai piena di turisti: mentre attraverso piazza del Duomo spio la loro andatura rilassata, gli sguardi trasognati, la meraviglia disegnata sui volti alla vista delle bellezze di Firenze.
In questi giorni più che mai invidio il loro stato; vorrei vivere anch’io la sensazione di spaesamento data da un luogo sconosciuto, la curiosità che spinge ad esplorare, l’anticipazione fremente per l’ignoto che mi aspetta. Forse, a ben vedere, la mia non è voglia di vacanze: non sogno mare e relax, desidero invece rispolverare lo spirito del viaggio, uscire dagli schemi consueti e mettermi alla ricerca di angoli di bellezza remota in qualche parte del mondo.
E per fortuna manca poco al momento in cui lo potrò fare!!

bulghur con avocado e frutti di mare-1

Per il momento, uno dei modi a mia disposizione per cogliermi di sorpresa e “spaesarmi” è cucinare piatti nuovi e insoliti, che soddisfino la mia voglia di esplorazione. E la ricetta di oggi è per me un concentrato di sperimentazioni e sapori poco noti.
Partiamo dal bulghur. Il mio ragazzo si sta ancora chiedendo cosa mai gli abbia imbandito. Dopo diversi imbarazzanti tentativi di ripeterne il nome ha concluso: “Non me lo dire come si chiama, è buono e quindi va bene”. Soddisfazione eh?! -_-
Credo di essere rimasta una delle ultime ad averlo provato, dal momento che se ne sente parlare ormai da diversi anni ed è possibile trovarlo in quasi tutti i supermercati. Io ho scelto quello Bio di Nuova Terra, marchio al quale mi affido spesso per la qualità dei suoi prodotti e per la vastissima gamma di cereali, zuppe, semi e semini vari…quando mi fermo davanti ai loro espositori mi si illuminano gli occhi!

bulghur con avocado e frutti di mare-5

Il bulghur, in sostanza, è grano duro integrale, i cui chicchi vengono fatti germogliare; sono poi cotti, essiccati e macinati fino a ricavarne piccoli granelli. Si dice che sia un tipo di lavorazione del grano molto antica, utilizzato in diversi piatti mediorientali, tra i quali il famoso tabouleh, dove il bulghur viene condito con prezzemolo, menta, cipollotti, pomodori e cetrioli. Nelle nostre tavole viene usato per preparare insalate fredde di verdure (in questo caso conviene privilegiare il bulghur a grana più fine) o per arricchire zuppe e minestre, per le quali è consigliato quello a grana più grossa.

Il bulghur ha un buon sapore e tutte le virtù degli alimenti integrali: contribuisce a mantenere bassi i livelli glicemici, regala un ottimo apporto di fibre e ha un alto valore proteico. Genera inoltre un buon senso di sazietà (lo confermo!) per cui è indicato nei regimi ipocalorici.
Questo soprattutto per chi le vacanze le farà al mare e si preoccupa della prova costume.
Io vado sempre in posti freschi nei quali bisogna stare coperti, e così vi frego. 😉

bulghur con avocado e frutti di mare-3

Il secondo ingrediente è l’avocado, anche questo ormai diffusissimo ovunque tranne che a casa mia.
Non c’è niente da fare, la frutta esotica non riesce a fare breccia nella mia lista della spesa. Mi incuriosisce, ma anni ed anni di solidi esempi paterni in direzione di regimi alimentari autarchici si sono sedimentati nella mia psiche fino a formare un blocco marmoreo che mi impedisce di acquistare qualsiasi cosa venga da troppo lontano.
Persino le banane, con cui sono cresciuti tutti i bambini della mia generazione, per me sono rimaste alla stregua di cocco e ananas e non riesco mai mangiarne una, a meno di non elemosinarla dalla merenda di una delle mie amiche o dal frigo del suddetto fidanzato (che tristezza…).
Finalmente mi sono decisa a provare l’avocado, ma devo dire che l’ho trovato abbastanza trascurabile. Mi sembra comunque adatto a questa ricetta per la freschezza che le dona, ma non ha un sapore particolarmente spiccato. Credo che la sua popolarità sia dovuta soprattutto alla consistenza pastosa, che lo rende simile al burro e addirittura sostituibile ad esso in alcune preparazioni.
Quando lo comprate, abbiate l’accortezza di sceglierlo sufficientemente maturo: deve essere duro ma non come le pietre! Non avendo molta fiducia nelle mie capacità di selezione, io l’ho comprato tre o quattro giorni in anticipo, così che avesse tempo di maturare ancora un po’.

Infine, il pesce…be’, quello non è una novità ma ne mangio sempre troppo poco, e quindi ogni volta che capita sulla mai tavola mi sembra una festa…soprattutto se si tratta dei succulenti frutti di mare!

bulghur con avocado e frutti di mare-6

INSALATA DI BULGHUR CON AVOCADO E FRUTTI DI MARE

Porzioni: 2 (abbondanti)       Tempo di preparazione: 15 minuti       Tempo di cottura: 15′ + 10′

Ingredienti

  • 160 gr di bulghur bio Nuova Terra
  • 300 gr di frutti di mare misti (totani, moscardini, gamberetti, gamberi)
  • 1 avocado
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio extravergine di oliva
  • 1 peperoncino
  • succo di limone
  • sale
  • aneto

Procedimento

Portate ad ebollizione circa 1 litro di acqua salata, versatevi il bulghur e cuocete per 15 minuti. Scolate e passate sotto l’acqua fredda.
In una padella antiaderente scaldate un cucchiaio di olio con uno spicchio d’aglio tagliato a metà e un pezzettino di peperoncino; rimuovete l’aglio e versatevi il pesce. Cuocete a fiamma media, senza coperchio, per 7-8 minuti. Spegnete e coperchiate.
Tagliate l’avocado a metà e rimuovete il nocciolo. Ricavate delle fette alte circa 1 cm, togliete la buccia e tagliate a cubetti. Condite con poco succo di limone.
Mescolate in una terrina il bulghur con il pesce e l’avocado, aggiustate di sale e condite con un po’ di aneto (meglio se fresco).

bulghur con avocado e frutti di mare-2

Note:

– la quantità di pesce rispetto al bulghur è abbondate…è un piatto da golosi! Può anche bastare per circa 200 gr di bulghur, con il quale potrete servire 3 porzioni.

Crumble di patate, radicchio rosso e salsiccia

united_kingdom_640

Click to translate

Visto il successo della terrina in crosta di pancetta, vi propongo una ricetta altrettanto saporita e invitante, trovata nel blog di Claudia.
Si tratta di un crumble salato a base di patate, reso corposo dal gusto stratosferico della salsiccia (usata al posto dello speck della ricetta originale) e caratterizzato dall’amarognolo del radicchio.
Secondo me è già buonissimo così, senza copertura di burro e parmigiano…ma se non ci sono le briciole che crumble è mai?! E così la crosticina arrostita e saporita completa questo piatto, tanto semplice da preparare quanto buono da gustare!

crumble2

CRUMBLE DI PATATE RADICCHIO E SALSICCIA

Dosi per 3 persone:

  • 5-6 patate di medie dimensioni (circa 700 gr)
  • 2 salsicce fresche
  • 1 radicchio rosso tondo (per me, radicchio rosso scoltellato)
  • 60 gr di farina 00
  • 30 gr di parmigiano
  • 30 gr di burro
  • olio evo

crumble5

Lavate e sbucciate le patate, tagliatele a piccoli tocchetti e lessatele in acqua salata. Scolate e fate intiepidire.
Lavate il radicchio, tagliatelo a striscioline e fatelo appassire in un tegame con 2 cucchiai d’olio per 5-6 minuti.
Nel frattempo sminuzzate le salsicce con la forchetta o con le mani, poi aggiungetele al tegame di radicchio e fate cuocere per altri 4 minuti. Unite poi anche le patate e mescolate il tutto cuocendo ancora un paio di minuti e aggiustando di sale.
In una ciotola, versate la farina, il parmigiano e il burro freddo. Lavorate il tutto con la punta delle dita fino ad ottenere un composto bricioloso e slegato.
Adagiate le patate in una pirofila da forno o in cocotte monoporzione e coprite la superficie con il composto di farina.
Passate in forno a 180° per 30 minuti circa, fino a quando non si forma una crosticina dorata in superficie.

crumble7

Sformatini di amaranto con zucca e arachidi

united_kingdom_640

Click to translate

Questo è un post importante.
La ragione futile è che finalmente mi sono decisa a provare l’amaranto, che ultimamente si sente nominare dappertutto per le sue proprietà nutrizionali peculiari e benefiche, tanto che ormai mi ero incuriosita. La ragione seria è che con questa ricetta partecipo al progetto solidale “Un chicco tira l’altro”, promosso dall’ONG ProgettoMondo MLAL, riguardante il tema del diritto al cibo per le popolazioni del Sud del mondo (qui e qui tutte le informazioni per la partecipazione).
Il progetto, alla sua seconda edizione, quest’anno è dedicato ai cereali: le dodici ricette selezionate saranno usate per un calendario e un’agenda per la raccolta fondi.
E così, ecco il mio modesto contributo ad una bellissima iniziativa, utile anche a non dimenticare che se spesso per noi la cucina è piacere, passione e divertimento, esistono realtà ben più ampie e più vicine di quanto non si pensi dove non esiste cucina, ma tutto si riduce al puro, originario bisogno di mangiare e alla drammatica carenza di cibo.

amaranto8scritta

Ho scelto l’amaranto per curiosità, per originalità, per la simpatia che mi ispira il nome e per lo splendido colore dei suoi fiori. Infatti non si tratta di un cereale, ma di una pianta i cui chicchi vengono usati come se lo fossero. Sono chicchi di un giallo tenue, piccolissimi – quasi microscopici – e perfettamente rotondi. Una meraviglia solo a guardarli.

Inoltre l’amaranto ha proprietà peculiari che lo distinguono dai cereali veri e propri: innanzitutto non contiene glutine ed è quindi adatto ai celiaci; poi ha un alto contenuto proteico e ci regala una buona quantità di calcio, fosforo, magnesio e ferro, nonché di fibre.

Dopo la cottura, i chicchi assumono una colorazione marrone chiaro e diventano leggermente gelatinosi, come delle piccole perle traslucide; per evitarlo, si dovrebbero tostare velocemente in una padella antiaderente prima della cottura, ma – almeno per questa ricetta – secondo me non ce n’è bisogno.

amaranto2scritta

Non saprei descrivere il sapore che ha se mangiato da solo, forse vagamente simile alle lenticchie, comunque gradevole.
Vi propongo l’abbinamento di questi piccoli chicchi saporiti e croccanti con la fresca leggerezza della zucca e la sapidità delle arachidi tostate. E vi dirò che, contro ogni previsione (perché le cose “strane” in genere non mi entusiasmano), questa ricetta a me è piaciuta molto!

SFORMATINI DI AMARANTO ALLA ZUCCA E ARACHIDI TOSTATE

Per 4 sformati monoporzione:

  • 160 gr di amaranto
  • 600 gr di zucca gialla
  • 2 porri
  • 3 cucchiai di arachidi
  • 2 rametti di rosmarino
  • 2 foglie di salvia
  • olio evo
  • sale
  • aceto

Lavate l’amaranto sotto l’acqua corrente; essendo grani piccolissimi, io ho usato un colino tipo quello da tè. Mettetelo in una pentola con due parti di acqua per una di amaranto (nel mio caso: 320 ml di acqua) e due foglioline di salvia. Quando spunta il bollore, aggiungete un po’ di sale e coprite con un coperchio. Fate cuocere a fuoco basso senza mescolare per 25-30 minuti, finché l’acqua non sia stata completamente assorbita. Se rimane un po’ di liquido, scolate l’amaranto servendovi del solito colino da tè. Rimuovete la salvia a fine cottura.
Mentre l’amaranto cuoce, tagliate finemente il porro e fatelo appassire in una padella antiaderente con poco olio per qualche minuto, aggiungendo un cucchiaino di aceto.
Pulite la zucca e tagliatela a dadini piuttosto piccoli. Aggiungete metà della zucca al porro, unite un po’ di rosmarino e fate stufare per circa 30 minuti nella padella coperta, aggiungendo un po’ d’acqua se necessario. La zucca deve diventare morbida ma non acquosa, quasi una purea.
Mettete il resto dei dadini di zucca in una teglia rivestita di carta forno, condite con un filo d’olio e del rosmarino e infornate a 200° per 15-20 minuti, togliendola prima che si ammorbidisca troppo.
Tagliate grossolanamente le arachidi con un coltello e tostatele per qualche minuto in una padella antiaderente.

amaranto12scritta

A questo punto potete assemblare i vostri sformatini. Io ho usato degli stampini in silicone, che garantiscono una perfetta riuscita in fase di “sformatura”; se usate quelli antiaderenti ricordatevi di ungerli con un po’ di olio. Distribuite in ogni stampino uno strato di amaranto, appiattendolo con il dorso del cucchiaio. Mettete poi uno strato di purea di zucca e completate con un altro strato di amaranto. Ripassate inforno a 200° per 15 minuti.
Una volta raffreddati, rimuovete gli stampini rovesciando gli sformati sul piatto da portata e servite accompagnati dai dadini di zucca mescolati alla granella di arachidi tostate.