Porri gratinati con crumble di nocciole ed Emmentaler DOP

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“Ma quando arrivano i formaggi?!”
Per una settimana questo è stato il tormentone cui ho sottoposto amici, parenti e colleghi. E avrei voluto farvi vedere le facce accese di curiosità (e di gola), quando al lavoro hanno visto arrivare il pacco rosso fiammante dal contenuto inconfondibile: una fornitura di Emmentaler e Gruyère inviato direttamente da Formaggi Svizzeri per poter partecipare al concorso #NoiCHEESEamo, in collaborazione con il blog Peperoni e Patate.
Giù le mani, sai!!

Gratin di porri con crumble di Emmentaler e nocciole

Messo in salvo il prezioso pacco, ho iniziato la sperimentazione di due ricette per il contest. Oggi ve ne presento una a base di Emmentaler, il formaggio a pasta semidura con i caratteristici buchi. Sì, perché i buchi ce l’ha Emmentaler, e non il Gruyère!
Mi hanno anche spiegato il perché, di questi “occhi”… In pratica, durante la stagionatura (che può arrivare fino a 15 mesi) i batteri trasformano l’acido lattico in gas carbonico che, trattenuto dalla crosta, non riesce a fuoriuscire e dà origine ai fori circolari.
Il latte usato è quello delle vacche pezzate bianche e marroni che pascolano libere nella Valle Emme, perché in Svizzera è assolutamente vietato l’utilizzo di additivi chimici e di farine animali nei mangimi…quindi, solo foraggio fresco e aria buona…che bella immagine!

Per la mia ricetta ho deciso di proporre dei porri gratinati in forno, un piatto che mi richiama subito l’atmosfera accogliente di casa, visto che mia mamma è l’esperta di gratin e sin da piccola ne sono sempre stata ghiotta. A dire il vero la sua specialità è il cavolfiore, ma io ho voluto provare questa versione alternativa, arricchita con un crumble di pangrattato e nocciole, sovrastato da un tappeto di Emmentaler grattugiato.
Al momento dell’assaggio incontrerete prima la saporita crosticina di Emmentaler, poi le “briciole” del crumble, e infine la morbidezza del porro avvolto nella salsa bechamel… Proprio quello che si dice un comfort food, da assaporare con tutta la famiglia (ma anche da soli!) ora che le giornate si fanno più brevi e arrivano i primi freddi.

Gratin di porri con crumble di Emmentaler e nocciole

Una precisazione: scegliete possibilmente porri di dimensioni simili, del tipo con il bulbo non molto largo e con molta parte bianca, così avrete meno scarto.In ogni caso potete usare la parte verde che vi avanza per fare un soffritto da usare in un’altra ricetta, per esempio un risotto.

PORRI GRATINATI CON CRUMBLE DI NOCCIOLE ED EMMENTALER DOP

Dosi: 6 persone       Tempo di preparazione: 20 minuti       Tempo di cottura: 1 ora

  • 10 porri di medie dimensioni
  • 30 gr di pangrattato
  • 40 gr di nocciole tritate grossolanamente
  • 20 gr di burro
  • 200 gr di Emmentaler DOP

Per la besciamella

  • 600 ml di latte
  • 50 gr di burro
  • 50 gr di farina
  • 1 cucchiaino raso di semi di cumino
  • sale e pepe

Pulite i porri togliendo le foglie esterne e spuntandoli fino ad eliminare buona parte del verde. Lessateli in acqua salata per 20 minuti o finché non saranno teneri, scolateli delicatamente e teneteli da parte.
Riscaldate il latte con i semi di cumino; fate raffreddare e poi filtrate.
In una casseruola, fondete il burro a fiamma bassissima, aggiungete la farina setacciata e mescolate con un cucchiaio di legno fino a che non è completamente sciolta. Unite il latte a filo e fate cuocere per circa 20 minuti a fuoco basso, continuando a mescolare per non far attaccare la salsa. Verso la fine aggiustate di sale e pepe. Spegnete quando vedete che inizia a velare il cucchiaio: nella fase di raffreddamento di assoderà ulteriormente. Se una volta fredda vi sembra troppo densa, basterà aggiungere un po’ di latte.
Mescolate il pangrattato e le nocciole tritate. Passate l’Emmentaler nella grattugia a fori grandi. Distribuite un paio di cucchiaiate di besciamella sul fondo di una pirofila da forno, disponete i porri uno accanto all’altro e coprite con il resto della besciamella. Distribuite in superficie il crumble di nocciole, qualche fiocchetto di burro e l’Emmentaler grattugiato.
Infornate a 200° per 15 minuti. Fate riposare almeno 10 minuti prima di servire.

Gratin di porri con crumble di Emmentaler e nocciole

BAKED LEEK WITH EMMENTALER AND HAZELNUT CRUMBLE

Serves: 6       Preparation time: 20 minutes     Cooking time: 1 hour

  • 10 medium leeks
  • 30 gr breadcrumbs
  • 40 gr hazelnut, chopped
  • 20 gr butter
  • 180 gr Emmentaler DOP

For the besciamella sauce:

  • 600 ml semi-skimmed milk
  • 50 gr butter
  • 50 gr all purpose flour
  • 1 tsp cumin seeds
  • salt and pepper

Trim the leeks: cut away almost all the green part and remove one or two of the outer layers.
Wash them, then boil in salted water for 20 minutes or until tender. Drain gently using a slotted spoon and set aside.
Warm the milk with cumin seeds, let it cool, then filter.
In a saucepan, melt butter over low heat, add flour and stir with a wooden spoon. Pour in the milk and cook for about 20 minutes over low heat, stirring constantly to prevent from sticking at the bottom. Towards the end add salt and pepper. Remove from the heat when not yet too thick: it will keep on thickening while cooling down. If it looks too thick when cooled, add a bit of milk and stir.
Mix breadcrumbs and chopped hazelnuts. Grate the Emmentaler in a grated with big holes.
Spread two spoonfuls of besciamella sauce at the bottom of a baking tray, arrange the leeks one next to the other and pour over the rest of besciamella sauce. Sprinkle over the mix of crumbs and hazelnut, then some bits of butter and finally the Emmentaler.
Bake at 200°C/400° F for 15 minutes. Let cool at least 10 minutes before serving.

Gratin di porri con crumble di Emmentaler e nocciole

Con questa ricetta partecipo al contest #NoiCHEESEamo promosso da Formaggi dalla Svizzera e dal blog “Peperoni e patate

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Flan di carote

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Amiche blogger, mi appello alla vostra esperienza e richiedo i vostri saggi consigli: cosa mi dite della cottura a bagno maria in forno?! Per me questa era la prima volta, ma già mi sta antipatica!
Dopo essermi ampiamente documentata, avevo deciso di fare così: teglia da forno con acqua già calda (quasi bollente) nella quale mettere gli stampini monoporzione. Ho fatto tutto secondo le istruzioni, ho cercato di mantenere la temperatura del forno tale da far continuamente sobbollire (ma non bollire) l’acqua, ma dopo 50 minuti i miei flan erano ancora mollicci all’interno.

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Non volendo proseguire oltre quest’agonia (e presa da un leggeeeero nervosismo), ho tolto la teglia e fatto cuocere i flan normalmente per gli ultimi 10 minuti, ma così temo di aver vanificato la fase di cottura precedente.
Non mi dite che cuocerli normalmente è la stessa identica cosa…è certamente più pratico, ma una differenza nel risultato finale si dovrà pur sentire! Sennò perchè infliggersi questa sofferenza?
So che la cottura a bagno maria richiede tempi più lunghi, ma di quanto? Li dovevo tenere oltre un’ora?
Ogni parere, consiglio e suggerimento è vivamente gradito!!

P.S.: E comunque i flan sono venuti buoni lo stesso…alla faccia del bagno maria!

 

FLAN DI CAROTE AL TIMO

flan4Dose per 6-7 flan

  • 300 gr di carote
  • 2 uova
  • 200 ml di besciamella
  • 70 gr di parmigiano grattugiato
  • 1 cucchiaino di timo
  • 1 scalogno
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • olio evo
  • sale e pepe

Affettate finemente lo scalogno e fatelo appassire in poco olio. Dopo qualche minuto aggiungete le carote pelate e tagliate a rondelle, rosolatele e sfumatele con il vino; salate, pepate e fate cuocere per 20-25 minuti. Solo verso la fine aggiungete il timo. Passate le carote nel minipimer, poi aggiungete i tuorlo, la besciamella, il parmigiano e le chiare montate a neve. Imburrate degli stampini monoporzione da forno e versatevi in composto lasciando almeno 1 cm dal bordo.
Cuocete a bagnomaria a 180° per 1 ora (?). Io ho messo gli stampini in una teglia da forno con il bordo alto (quelle da arrosto, per intendersi) versandovi acqua già bollente, il cui livello fosse circa 1 cm sotto al bordo degli stampini. Lasciate intiepidire prima di sformare.

Lasagne vegetariane: è più facile spezzare un atomo…

Niente da fare, per la maggior parte delle persone la parola “vegetariano” evoca ancora piatti tristi e sconditi, cruditè di verdure e menù punitivi. Come se i piatti senza carne nè pesce fossero un’aberrazione, un’invenzione perversa e contro natura creata da chi vuole (o deve) rinunciare alle proteine animali, e allora è costretto a trovare insipidi surrogati. Quello che continua a stupirmi è che anche molte persone che io ritengo di buon senso la vedono in quest’ottica. Poi magari si trovano ad una cena in cui – per caso o per scelta – non compaiono carne nè pesce, eppure tutti fanno onore alla tavola e proclamano di aver mangiato con gusto: non era forse una cena vegetariana? Ma guai a dirlo, per carità, pena provocare in essi incredulità e sgomento: è mai possibile che mangiare vegetariano corrisponda a mangiare con gusto?! E qui entra in scena il famoso aforisma di Einstein, secondo il quale è più semplice spezzare un atomo che un pregiudizio. E purtroppo non vale soltanto in campo gastronomico…

Queste lasagne per me sono particolarmente gustose: chissà che non servano a convincere qualche accanito anti-vegetariano che un buon pasto non richiede necessariamente carne? 🙂
Io ho utilizzato alcune delle verdure di stagione che preferisco (tranne una, che è decisamente estiva…trova l’intruso!), ma ovviamente potete sostituirle con altre a seconda dei vostri gusti.

lasagne3

Per quanto riguarda la pasta ho utilizzato le lasagne Barilla secche; nella confezione c’era scritto che non serviva precottura, ma secondo me tendono a restare un po’ durette, a meno che non utilizziate una besciamella molto liquida e le cuociate per almeno 40 minuti (contro i 20 consigliati sulla confezione). In alternativa, potete comprare le lasagne fresche che si trovano nel banco frigo.
La dose è per circa 6 persone, ma considerate che io ho messo soltanto 3 strati di pasta e sono stata invece piuttosto generosa nel condimento. Se vi piacciono le lasagne iperstratificate, considerate che vi servirà più pasta.

LASAGNE VEGETARIANE

  • 250 gr di sfoglia per lasagne
  • besciamella (dose con 50 gr di burro)
  • 5 carote
  • 2-3 finocchi
  • 2 cavoli broccoli di medie dimensioni
  • 120 gr di piselli già lessati
  • 1 porro
  • parmigiano grattugiato
  • olio

Lavate  e pulite le verdure fresche, tagliatele a pezzi grossolani e lessatele, scolandole quando sono ancora un po’ al dente. Tagliate il porro a rondelle sottili e fatelo soffriggere in abbondante olio per qualche minuto. Sminuzzate le verdure precedentemente lessate e unitele al porro. Aggiustate di sale e fate cuocere per 10 minuti a fiamma viva, aggiungendo un po’ di acqua calda se dovessero asciugarsi troppo. Unite i piselli quasi alla fine.

Ungete bene il fondo di una pirofila da forno, mettete uno strato di pasta, coprite con qualche cucchiaio di besciamella, poi con le verdure e infine con un po’ di parmigiano. Ripetete l’operazione tante volte quanti sono gli strati che volete fare, e nell’ultimo abbondate con il parmigiano. Cuocete a 200° per circa 30 minuti (il tempo di cottura varia in base alla poasta che avete scelto). Sfornate e fate raffreddare qualche minuto prima di servire.