Clafoutis di mirtilli selvatici al limone (o flognarde)

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Che sia ben chiaro che sono mirtilli selvatici perché li ho raccolti “di pirsona pirsonalmente” con le mie manine! (Che ovviamente non sono quelle in foto…)

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Niente a che vedere con quei bomboloni che si trovano al supermercato, grandi come ciliegie. Questi sono i veri mirtilli di montagna, piccolini e saporitissimi. E la soddisfazione è stata doppia: nel mangiarli e nel raccoglierli!

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Abbiamo trovato i mirtilli nel corso di una bella escursione in montagna e abbiamo fatto – a nostre spese – una sconvolgente scoperta.
Sapevate che esistono i falsi mirtilli!? Io non ne avevo mai sentito parlare e quindi al momento della raccolta non ho prestato particolare attenzione. Per poi scoprire, una volta a casa, che buona parte del mio raccolto non era buono. Sgrunt.
Se non altro me ne sono accorta in tempo, prima di utilizzare anche i falsi mirtilli, che avrebbero annacquato tutto il sapore di quelli veri.

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Il falso mirtillo (Vaccinium uliginosum L.), infatti, è molto simile a quello vero (Vaccinium myrtillum), soltanto che è insapore e ha la polpa biancastra, invece che di quel bel rosso rubino che siamo soliti vedere. Ad un’osservazione più attenta, inoltre, ho capito che in genere sono un po’ più piccoli e più biancastri, di un blu più sbiadito.
Alla base non hanno la bella doppia corona con puntino centrale dei mirtilli veri, ma piuttosto una rientranza con cinque punte (immagino esista un termine scientifico per questa caratteristica, ma non lo conosco).
Anche le piante sono molto simili, ma il falso mirtillo ha foglie più ovali, di un verde tendente all’azzurro nella parte superiore e verde chiaro in quella inferiore.

Insomma, una volta capita la differenza, mi sono messa con santa pazienza al tavolo di cucina e ho fatto la selezione…ma che scocciatura! Dalla foto sembra impossibile confonderli ma quando siete sul posto è più difficile, garantito…soprattutto se nessuno vi ha detto che esiste una differenza!

falso mirtillo e vero mirtillo

Una volta messo al sicuro il mio piccolo bottino, è partito il brainstorming su come utilizzarlo. Inutile dire che avevo almeno 15 idee…ma non abbastanza mirtilli nè tempo! Alla fine ne ho fatte due.

La prima è questo clafoutis, un dolce francese al cucchiaio, solitamente a base di ciliegie, latte e uova. Le versioni con altro tipo di frutta, come questa, prendono il nome di flognarde…ma sono sottigliezze che forse non conoscono nemmeno i francesi stessi!

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È un dolce velocissimo da fare e di riuscita garantita, in genere conquista tutti. Potete preparare l’impasto anche il giorno prima e infornare giusto un’oretta prima di servire…mangiato tiepido è delizioso!

In rete ci sono migliaia di ricette come al solito mi sono persa nei meandri, cercando di calcolare le giuste proporzioni tra ingredienti solidi e liquidi per ottenere la consistenza che volevo. Se si mettono troppe uova c’è il rischio di avere una simil-frittata, anche nel sapore (bleah!), se prevale il latte resterà troppo liquido, se abbondiamo con la farina diventerà quasi una torta. E invece deve essere una sorta di budino, che stia in sè, ma senza opporre troppa resistenza al cucchiaino…mica semplice!

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Alla fine ho trovato un mio compromesso e sono rimasta soddisfatta.
Ho aggiunto abbondante scorza di limone – che con i mirtilli si sposa alla grande – per evitare che si sentissero troppo le uova e ho messo un po’ di Crème de Cassis, un liquore dolce a base di ribes nero tipico della Borgogna e, in particolare della zona di Digione, che ho riportato come souvenir dal mio ultimo viaggio (e per il quale ho in serbo grandi cose!). Ovvio che potete tranquillamente ometterlo o sostituirlo con un altro liquore a vostro piacimento.

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CLAFOUTIS DI MIRTILLI SELVATICI

Porzioni: 2       Tempo di preparazione: 5 minuti       Tempo di cottura: 16-18 minuti

Ingredienti

  • 125 ml di latte intero
  • 15 g di burro
  • 1 uovo medio
  • 35 g di farina 00
  • 30 g di zucchero
  • 1 cucchiaino e mezzo di Crème de Cassis
  • scorza grattugiata di mezzo limone
  • 80 g di mirtilli
  • zucchero a velo

Procedimento

Fate sciogliere il burro nel latte e fuoco basso, poi lasciate intiepidire. Con una forchetta, sbattete l’uovo con lo zucchero, poi unite la farina setacciata, la scorza di limone e il Cassis, sempre miscelando con la forchetta.
Aggiungete il composto di latte e burro, sigillate la ciotola con la pellicola trasparente facendola aderire alla superficie del composto e mettete in frigo per almeno 2 ore (anche tutta la notte).
Lavate i mirtilli e infarinateli leggermente con poco zucchero a velo.

Accendete il forno a 160° in modalità ventilato. Imburrate degli stampini, cospargeteli con zucchero semolato, versate il composto e poi distribuitevi i mirtilli. Riempite gli stampini per 2/3 circa: in cottura il clafoutis si gonfierà, ma una volta sfornato tenderà ad abbassarsi subito, proprio come i soufflè.

Cuocete per circa 18 minuti affinché l’interno non si rapprenda troppo (considerate che continuerà a rapprendersi anche quando lo avrete tolto dal forno). Se usate una pirofila più grande ci vorrà qualche minuto in più. Sfornate subito, fate riposare 5 minuti, cospargete la superficie di zucchero a velo e servite.

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Note:

  • io ho versato prima tutto il composto e poi i mirtilli, temendo che altrimenti sarebbero affondati tutti. In realtà sono rimasti quasi tutti in superficie, ma in questo caso va bene perché i miei ramequin erano molto bassi. Se li volete anche all’interno basterà versare un po’ di composto, poi una parte dei mirtilli, ancora composto e terminare con i mirtilli.
  • invece che ramequin singoli, potete usare una pirofila grande da servire direttamente in tavola.
  • per una versione gluten free basta sostituire la farina 00 con farina di riso.
  • che si sporchino i bordi della pirofila è inevitabile, dal momento che il dolce si gonfia in cottura per poi sgonfiarsi: è un marchio di fabbrica del clafoutis!

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Con questa ricetta partecipo a Sedici, l’Alchimia dei Sapori

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Torta di mandorle ricotta e limone senza farina

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Primavera!
Adesso lo possiamo dire.
Avete visto quanti alberi in fiore?
Il cotone lanuginoso con cui i ciliegi avvolgono i propri rami, i delicatissimi fiori bianchi dei peri, il fucsia allegro e impertinente dei pruni e quello più delicato dei peschi.
E la forsythia con il suo giallo abbagliante, le magnolie che hanno già lasciato cadere i fiori di velluto e si sono coperte di tenere foglioline di un verde tenue e brillantissimo, i piccoli anemoni che spruzzano i prati di colori sgargianti.
E cosa dire della molle cascata dei glicini vezzosi, che da pergole e balconi ricadono sui passanti richiamando sguardi carezzevoli e suscitando sorrisi appena accennati?

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Un tripudio di colori che anno dopo anno mi lascia stupefatta e incredula per la grazia e la magnificenza della natura.
Una commozione continua, una sorpresa dietro l’altra, quando ogni aiuola di città nasconde un tesoro, ogni scorcio di campagna un angolo di paradiso, ogni strada alberata un inno al rinnovamento e alla gioia.
Cammino lieta, frastornata da tanta grazia, sorridendo trasognata ai fiori e ai miei sogni.

Benvenuta primavera!

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Per celebrare questa stagione, una torta sofficissima, umida, quasi fondente, che vi lascerà deliziati. Un gusto dolce, fresco e tuttavia intenso.
Niente farina, solo mandorle e ricotta freschissima, visto che questa è la stagione migliore in cui gustarla. Io ho scelto quella di pecora, mi sembrava che sostenesse meglio l’aroma delle mandorle senza lasciare un residuo troppo intenso, ma anche quella vaccina andrà benissimo. Poco tempo per farla e ancora meno per finirla…provare per credere.

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TORTA DI MANDORLE RICOTTA E LIMONE SENZA FARINA

Dosi: 8 persone       Tempo di preparazione: 30 minuti       Tempo di cottura: 1 ora

Questa dose va bene per uno stampo da 20 cm di diametro; io ne avevo uno da 18 per cui ho usato 3 uova e ridotto tutti gli ingredienti in proporzione. La ricetta è tratta da qui.

Ingredienti

  • 300 gr di ricotta di pecora o vaccina
  • 240 gr di mandorle (o farina di mandorle)
  • 200 gr di zucchero
  • 120 gr di burro
  • 4 uova
  • scorza grattugiata di 2 limoni non trattati

Per decorare:

  • 3 cucchiai di mandorle a lamelle
  • zucchero a velo

Procedimento

Frullate le mandorle con 50 gr di zucchero fino a ridurle in polvere.
Con le fruste elettriche, montate per qualche minuto il burro ammorbidito con il resto dello zucchero e la scorza grattugiata dei limoni. Unite i tuorli uno ad uno, poi la farina di mandorle e la ricotta ben sgocciolata. Montate gli albumi a neve e uniteli delicatamente al composto, a cucchiaiate.
Imburrate uno stampo da 20 cm di diametro, versatevi il composto, livellate la superficie con una spatola o il dorso di un cucchiaio e cospargetela con le mandorle a lamelle.
Cuocete a 150°C nel forno ventilato per un’ora circa. Fate la prova stecchino per verificare la cottura ma al centro resterà comunque umida. Lasciatela dentro al forno spento per 5-10 minuti e aspettate almeno un’ora prima di sformarla.
Prima di servire, cospargete di zucchero a velo.

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FLOURLESS ALMOND RICOTTA  AND LEMON CAKE

Serves: 8       Preparation time: 30 minutes      Cooking time: 1 hour

Ingredients

  • 300 gr sheep ricotta (or from cow)
  • 240 gr almond meal
  • 200 gr white sugar
  • 120 gr butter, softened
  • 4 eggs
  • grated rind of 2 lemons

To garnish:

  • 3 tablespoons of almond flakes
  • icing sugar

How to do Whisk together the butter, the sugar and the lemon rind for some minutes.
Add the yolks one at a time and stir until absorbed.
Add the almond meal and the ricotta, drained from its whey.
Whisk the eggs’ whites until white and stable, then fold gently to the mixture using a spoon.
Grease a 20cm/8 inches baking tray with removable bottom and pur in the mixture. Even out the surface, sprinkle with almond flakes and bake at 160° C/ 300° F for about 1 hour. You can test the interior with a toothpick to see if it’s ready but consider that it’s going to remain moist and fluffy.
When ready, turn off the oven and leave it inside for 5-10 minutes. Wait 1 hour before unmould. Sprinkle with icing sugar before serving.

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Con questa ricetta partecipo al contest di “Sapori di Pasqua e colori di primavera” di Dolcemente inventando

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Hard times

Nessun riferimento a Dickens, bensì ai nostri giorni, quelli che stiamo vivendo…o dai quali fuggiamo.
Il cielo di fronte a noi è sempre più grigio e tempi bui sembrano prepararsi. Ok, non che finora abbiamo brillato, ma mi sembra che ci stiamo dirigendo insensatamente verso un’oscurità ancora più profonda.
Ma non voglio essere profeta di sventure. Vorrei che questa fosse la sede della leggerezza, e allora mi propongo di contrastare i cupi umori di questi giorni con una ricetta che si ispira al sole, al mare e ai ricordi d’infanzia.
Questi biscottini hanno tutta la freschezza degli agrumi, che già di per sè richiama alla mente la luminosità e il calore del sole estivo. I limoni che ho utilizzato, poi, vengono dall’isola d’Elba e vedeste come sono belli! Grandi, con la scorza spessa e lucente, garantiti biologici al 100%, sono un dono prezioso di Laura e Pino, due persone che rappresentano per me un raro esempio di semplicità e coerenza, perché continuano a vivere secondo i propri ideali, dimostrando che di tanti compromessi (e seduzioni) del nostro tempo potremmo anche fare a meno.
Pensare a loro mi riporta all’infanzia, quando trascorrevo le vacanze estive all’Elba; sono ricordi vaghi, confusi, ravvivati dalle foto e dai racconti dei miei genitori e da sensazioni sulle quali si sono stratificate nel corso degli anni suggestioni prese da chissà dove, forse di tutt’altra origine.
Ma per me l’Elba di quegli anni è riassunta da un’immagine di sole splendente sul mare che luccica, sullo sfondo della quale si muove un gruppo di amici (che io vedevo adulti, ma erano a malapena trentenni) chiassoso, colorato e affiatato, ognuno con le proprie speranze, desideri, sogni, ognuno teneramente ignaro di dove avrebbe portato la propria vita – o di dove la vita l’avrebbe condotto.
E io, invece, adesso lo so dove si trovano, dove sono arrivati, quali percorsi hanno affrontato, e pensare a quei giovani di quasi 30 anni fa mi suscita una nostalgia assurda, quasi più di loro che della me di allora. Come di un mondo arcaico sognato attraverso occhi di bambina e perduto per sempre.
Questi biscotti, semplici e allegri, sono dedicati a loro, e alla memoria di quei tempi. agrumi1

BISCOTTI AGLI AGRUMI

  • 220 gr di farina 00
  • 80 gr di zucchero + 20 gr per decorare
  • 80 gr di burro
  • 1 uovo
  • 1 limone non trattato
  • 1 arancia non trattata
  • 3 cucchiai di succo di arancia

Lavorate il burro ammorbidito con 80 gr di zucchero e il tuorlo. Versatevi il succo di arancia e unite a poco a poco la farina setacciata e le bucce grattugiate del limone e dell’arancia. Quando l’impasto è liscio e compatto, mettetelo a riposare in frigo per 30 minuti. Stendete la pasta con il mattarello (lo spessore giusto per questi biscotti secondo me è 2-3 mm, non di più) e ricavate i biscotti con un tagliapasta. Io ho scelto la forma di un frutto, giusto per restare nello spirito bambinesco di questo post. Spennellate la superficie con l’albume sbattuto e cospargete con lo zucchero rimasto. Cuocete a 160° per circa 12 minuti.