Come ti reinvento la pappa al pomodoro

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Che la pappa al pomodoro sia una delle cose che amo di più, credo lo sappiano in pochi. Perché non la faccio quasi mai, forse proprio per paura di mangiarne in quantità indecenti. Ma, non a caso, è una delle prime ricette che ho pubblicato (qui), quando ancora ero ignara di quanto mi sarei appassionata a questo angolino tutto mio di blogosfera e quante energie sarebbe arrivato ad assorbire.

Mi piace così tanto perché è ha un sapore semplice, basilare nei suoi ingredienti eppure gustoso, che non viene mai a noia. Un tipico piatto di riciclo, figlio della povertà e dell’ingegno, che accontenta grandi e piccini. Si fa generalmente in estate, quando ci sono pomodori freschi, ma a me piace soprattutto in inverno, perché mi piace usare la passata.
Essendo un piatto con così pochi ingredienti, per una buona riuscita è fondamentale che siano tutti di ottima qualità: pane casereccio non salato, aglio buono, olio extravergine d’oliva e pomodoro denso e saporito.

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La sfida di oggi era quella di reinventare un piatto così amato senza però snaturarlo, rendendolo originale nel rispetto del suo valore di partenza.
Io l’ho interpretato così: dei calamari ripieni di pappa al pomodoro, che usata come farcia mantiene la sua purezza e non si mescola al resto, se non al momento del consumo.
La polvere di olive taggiasche, che secondo il mio gusto si abbinano molto bene sia con il pesce che con il pomodoro, mi sembrava un buon compromesso per aggiungere un tocco di carattere non invasivo al piatto.

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PAPPA NEI CALAMARI CON POLVERE DI OLIVE TAGGIASCHE

Dose: 4 persone       Tempo di preparazione: 40 minuti       Tempo di cottura: 1 ora e mezzo circa

  • 4 calamari di medie dimensioni (lunghi circa 15-20 cm)
  • 150 gr di pane casereccio raffermo
  • 450 ml di passata di pomodoro Mediterranea Belfiore
  • 2 + 2 spicchi d’aglio
  • olio extravergine d’oliva
  • brodo vegetale (circa 700 ml)
  • qualche foglia di basilico
  • 2 cucchiai di olive taggiasche denocciolate

Sciacquate velocemente le olive sotto l’acqua corrente, disponetele su un foglio di carta forno e infornate a 160° per 45-50 minuti (forno in modalità ventilato). Poi passatele al mixer o, se volete una consistenza non proprio polverizzata, con la mezzaluna, come ho fatto io.

In una casseruola, scaldate 3 cucchiai di olio evo con due spicchi d’aglio per qualche minuto. Rimuovete l’aglio e aggiungete la passata di pomodoro; salate, fate cuocere 2 o 3 minuti a fuoco vivace e poi versatevi il pane raffermo spezzettato grossolanamente. Rimestate per far insaporire, poi unite un po’ di brodo e proseguite la cottura finché la pappa raggiunge la consistenza desiderata, aggiungendo altro brodo quando serve. Il pane deve essere completamente ammorbidito ma la consistenza totale della pappa abbastanza soda. A fine cottura aggiungete il basilico e fate raffreddare.

Sciacquate i calamari (già puliti…da voi o dal vostro pescivendolo di fiducia), riempiteli accuratamente di pappa con l’aiuto di un cucchiaino, spingendola e compattandola per evitare vuoti. Lasciate libero un cm sotto il bordo e chiudete l’apertura con un paio di stecchini.

In una casseruola antiaderente scaldate due cucchiai di olio evo con due spicchi d’aglio, poi rimuovete l’aglio e unite i tentacoli dei calamari tagliati grossolanamente. Soffriggete 4-5 minuti, poi togliete i tentacoli, tenendoli da parte. Mettete nel tegame i calamari, rosolate su tutti i lati per qualche minuto a fiamma vivace, poi abbassate il fuoco, coprite con un coperchio e proseguite la cottura per 20 minuti circa. Durante la cottura il calamaro si ritirerà e parte del ripieno fuoriuscirà, andando a formare un delizioso sughetto. Quasi alla fine unite i tentacoli, giusto per farli riscaldare mescolandoli al sughetto.

Prima di affettare i calamari aspettati che si siano un po’ raffreddati. Potrete comunque riscaldare le singole rondelle nel sugo di cottura. Cospargete con la polvere di olive taggiasche e servite con i tentacoli.

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 Con questa ricetta partecipo a

PAPPA

Viva la pappa! (al pomodoro)

Dopo mesi che volevo provarci, finalmente l’ho fatta: la pappa al pomodoro!! E’ un piatto tipico toscano, che di solito si fa nella stagione estiva perchè gli ingredienti principali sono i pomodori freschi e il basilico. Sapori semplici e genuini, che mi fanno pensare ai miei nonni, alla campagna e alla vita di una volta…e per una nostalgica come me è una vera goduria! Certo, adesso siamo un po’ fuori stagione, ma visto che ai pomodori si può sostituire anche la passata (e io avevo quella fatta in casa dai miei mitici genitori), ho pensato che potesse essere una buona soluzione per una cena autunnale.

La pappa col pomodoro, piatto povero per eccellenza, ha guadagnato status quasi letterario grazie a “Il giornalino di Gianburrasca“, libro per ragazzi scritto da Vamba nel 1907, in un episodio del quale il piccolo protagonista riesce ad ottenere per sè e per tutti i compagni di collegio la pappa col pomodoro invece dell’odiatissima minestra. Dal romanzo è stata tratta una serie televisiva andata in onda tra il 1964 e il 1965, nella quale una giovanissima Rita Pavone, nel ruolo di Gianburrasca, cantava a squarciagola il famoso inno alla pappa. Tra l’altro, ho appena scoperto qui che a breve riproporranno la serie televisiva storica su Rai5…altro motivo di interesse per i nostalgici di ogni tipo!

Le dosi della ricetta sono per 4 persone. Se la fate nel periodo estivo potete utilizzare pomodori freschi, ma la preparazione sarà molto più lunga perchè dovrete sbollentarli per 5 minuti, spellarli, privarli dei semi e poi farli cuocere, facendo così una passata “espressa”. Se scegliete una passata già pronta, non trascurate la qualità…è la bontà del pomodoro che fa buona la pappa!

PAPPA AL POMODORO

Dose per 4 persone.

  • 300 gr di pane raffermo (almeno 4-5 giorni)
  • circa 800 ml di passata di pomodoro
  • 1-1,5 litri di brodo
  • olio
  • aglio
  • basilico

Fate soffriggere un paio di spicchi d’aglio in 3 cucchiai di olio per pochi minuti, dopo di che rimuovete l’aglio e versatevi la passata di pomodoro. Fate bollire per qualche minuto, salate e poi aggiungete il pane a pezzetti, mescolando bene. Unite subito dopo il brodo e fate cuocere coperto per 15-20 minuti, rimestando il pane di tanto in tanto con una forchetta.
La cottura è molto soggettiva; il pane deve essere totalmente inzuppato e ammorbidito, ma c’è chi lo lascia comunque a pezzi piuttosto grandi e chi, come me, lo preferisce del tutto spappolato (sennò che pappa è?!). Verso la fine della cottura aggiungete qualche foglia di basilico e, se volete, un paio di spicchi d’aglio.

La pappa si serve sia calda che fredda, con un filo d’olio da aggiungere direttamente nel piatto. E il giorno dopo è ancora più buona!