Biscotti di grano saraceno con ricotta salata e cumino – Storia della bambina e del latte versato

united_kingdom_640Click to translate

C’era una volta una bambina con le trecce, avrà avuto cinque anni e tutte le mattine andava all’asilo. A volte, però, capitava che avesse un po’ di influenza o di mal di pancia, e allora la mamma la lasciava a casa, affidata alle cure della vicina.

Alla bambina piacevano molto quelle rare mattine clandestine passate nel tepore dell’appartamento accanto, avvolta da quel profumo caratteristico e inconfondibile. E chissà se qualche mal di pancia non fosse provocato proprio dal desiderio di restare sotto le coperte più a lungo e farsi coccolare un po’ da Anni.
Non sappiamo quali giochi inventasse Anni per lei, o quali storie le raccontasse, ma a volte la bambina si divertiva a spostare le sedie, le metteva tutte in circolo intorno alla cucina, addossate ai muri e alle pareti, un anello di sedie che delimitava un mondo piccolo e sicuro, dove c’erano solo loro due.
Un giorno Anni le dette da bere un bicchiere di latte, che sapeva piacerle molto, e la bambina lo poggiò sul tavolino. Ma qualcosa attirò la sua attenzione, forse una farfalla, o un sogno che le passò davanti agli occhi. Lei stava lì, tranquillina tranquillina, e tutto a un tratto: patapumfete! il bicchiere cadde e si ruppe, il latte si rovesciò, e lei rimase lì, sorpresa e stupefatta da quello che aveva combinato. Anni non si arrabbiò, asciugò il latte versato e le lacrime della bambina, mortificata per il pasticcio avvenuto. Proprio ora sentiamo la sua voce dolce e pacata, vediamo gli occhiali tondi, che le fanno gli occhi ancora più grandi e buoni, i capelli corti – che forse sono neri, ma attraverso le nebbie di fiaba sembrano grigi, perché ai bambini tutti gli adulti sembrano vecchi.
È una storia lontana, che non sembra vera, così come non sembra vero il resto. E invece, è così. Quando il latte è versato, non c’è più niente da fare.

biscotti con ricotta salata cumino e farina di grano saraceno-2BISCOTTI DI GRANO SARACENO CON RICOTTA SALATA E CUMINO

Dosi: circa 40 biscotti    Tempo di preparazione: 30′ + 1 h di riposo     Tempo di cottura: 12′ + 12′

Ingredienti

  • 120 g farina di grano saraceno
  • 80 g farina di grano tenero 00
  • 70 g ricotta salata grattugiata
  • 30 g parmigiano grattugiato
  • 1 tuorlo
  • 60 g burro
  • 25 g olio di mais
  • 1-2 cucchiai d’acqua
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • sale

biscotti con ricotta salata cumino e farina di grano saraceno-4

Procedimento

Polverizzate i semi di cumino in un mortaio.
Mescolate le farine con il sale, il cumino e i formaggi grattugiati. Aggiungete il burro ammorbidito a tocchetti e amalgamatelo alla farina strofinandolo tra le mani. Unite il tuorlo leggermente sbattuto, l’olio, l’acqua e impastate rapidamente. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e fate riposare in frigo per un’ora.
Togliete l’impasto dal frigo, fate ammorbidire 5 minuti, poi stendetelo con un mattarello all’altezza di 3-4 mm e tagliate i biscotti della forma che preferite. Cuocete a 170° in forno statico per 12-15 minuti.

collage


So cosa mangio. Ma so cosa dico?!

bandiera

Click to translate

E figurati che pensavi di essere preciso. Di utilizzare i termini giusti, fare attenzione alle sfumature, non essere grossolano. E poi all’improvviso, come se niente fosse, ti si spalanca davanti agli occhi la rivelazione che in realtà sei approssimativo e usi le parole a casaccio.

Pochi giorni fa, per esempio, mi sono resa conto che “la cosa” che uso per cuocere i biscotti in forno e che ho sempre definito teglia, in realtà si chiama leccarda!! La teglia, semmai, è quella che si usa per l’arrosto.
Sono cavolate, direte voi. Ma per me mica tanto. Soprattutto perchè sono una rompina che trova gusto a puntualizzare sulle minime questioni (sì, immagino che sia una goduria avermi accanto). E quando sono io ad essere in difetto mi scoccia parecchio!

Così, nel bel mezzo di questa crisi di coscienza gastronomico-lessicale, mi sono resa conto che ci sono molti termini di cui non conosco il significato preciso, e che nel web o nei libri di cucina sono spesso impiegati con una certa disinvoltura per preparazioni anche molto diverse tra loro. E allora mi sono detta: perchè non inaugurare una nuova pagina che funga da dizionarietto gastronomico?! Un’iniziativa di poche pretese, per carità, giusto un piccolo glossario che possa essere utile a me stessa per capire e ricordare il significato di certi termini e, magari, possa servire anche a qualcun’altro in un momento di incertezza definitoria. E vista la ricetta di oggi, direi che non c’era occasione migliore per inaugurare il Glossario!

FLAN DI ZUCCHINE flanok

  • 150 gr di zucchine
  • 2 uova
  • 60 ml di latte
  • 2 cucchiai di yogurt bianco magro
  • 25 gr di parmigiano grattugiato
  • 2 cucchiai di amido di mais
  • sale e pepe

Tagliate le zucchine a rondelle sottili e fatele cuocere in padella a fuoco medio, coperte e con poco olio, fino a che non diventano tenere. Frullatele insieme allo yogurt e aggiustate di sale e pepe. Incorporate i tuorli, il parmigiano, l’amido di mais e il latte. Da ultimo aggiungete le chiare montate a neve. Dovrete ottenere un composto abbastanza denso ma liquido, che verserete in 4 stampini precedentemente imburrati.
Cuocete a 160° per 40 minuti. Fate raffreddare per qualche minuto ed estraete i flan dagli stampini aiutandovi con un coltello dalla punta tonda per staccare bene i bordi.

P.S.: per velocizzare la preparazione, non ho montato gli albumi ma li ho aggiunti insieme ai tuorli. Forse per questo, anche se in cottura il flan si era gonfiato ben bene, non appena l’ho tolto dal forno è “calato” un po’. Ciononostante era molto buono ed esteticamente presentabile. Valutate voi il rapporto costi-benefici in base al risultato che volete ottenere!