Vermicelli al pomodoro con fiori di zucca e quenelle di ricotta all’erba cipollina

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Sfida del mese per l’MTC: pasta con la pummarola. Dove per pummarola si intende un sugo veloce di pomodori freschi, senza soffritto. Ecco. Al di là del fatto che la pasta non la mangio quasi mai, se proprio devo farla col pomodoro, a me piace la passata, e con tanta cipolla; la pasta col pomodoro fresco non mi ha mai invogliato.
Certo che anche tu, direte voi. E la brisèe no perché c’è troppo burro, e il pan di Spagna no perché è troppo asciutto, e la pummarola no perché meglio la passata. Ecchecavolo, non ti va bene niente!
Però, guardiamo il lato positivo: significa che l’MTC mi fa superare pregiudizi, pigrizie e abitudini inveterate…e quindi mi fa un gran bene!

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Per questa sfida, ammetto di non aver fatto un grande sforzo creativo. Vabbè, non che le altre volte abbia proprio osato. Pensando al pomodoro, però – indiscusso protagonista del piatto – non me la sono sentita di disturbarlo con ingredienti troppo invadenti, né tanto meno di affossarlo con un numero eccessivo di componenti. Volevo una ricetta semplice e pulita, che ne esaltasse il sapore.
Considerate poi io sono una principiante in cucina, e di carattere cauto per natura: ad avventurarmi fuori dal mio perimetro temo di fare pasticci, errori grossolani, accozzaglie poco gradevoli. Perciò mi attengo a ciò che conosco: sapori misurati, piatti semplici, ingredienti che si conta sulle ditano di una mano…solo così mi sento a mio agio.

Ma si gioca anche per imparare, e come al solito vi rimando alla pagina dell’MTChallenge per tutti gli approfondimenti del caso legati alla pasta. Se pensate di sapere tutto, andate a leggere, e scoprirete che non sapete nemmeno come si cuoce un piatto di spaghetti. Giuro!
Anche ciò che sembra più scontato non lo è, tante sono le variabili da considerare e le informazioni utili da sapere. E, soprattutto, scoprirete che un semplice piatto di pasta al pomodoro può essere declinato in infinite versioni, perché in cucina non ci sia annoia mai.

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Quando le ricette sono così basic, la qualità degli ingredienti diventa più essenziale che mai.
In primo luogo, pasta di grano duro trafilata al bronzo e a lenta essiccazione. Ho scelto dei pomodori Piccadilly, che al momento sono i migliori che si trovano sul mercato, anche se l’ideale sarebbero i San Marzano. Poi, due ingredienti di stagione: ricotta fresca e fiori di zucca appena colti, una meraviglia dell’orto che trovo sempre affascinante per le splendide sfumature di colore e per la delicatezza della loro struttura. Infine, l’erba cipollina del mio orto da davanzale, per dare un po’ di carattere. Stop.

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Alla fine, mi sono ricreduta. Anche questo sta diventando un leit motiv delle sfide dell’MTC, ma che colpa ne ho io se parto da ricette di base che non mi sembrano nelle mie corde e poi invece scopro che mi portano a piatti buonissimi? La colpa, semmai, è di chi me li fa scoprire, portandomi oltre  i miei paletti mentali. E in questo caso il merito è di Paola, del blog Fairy’s Kitchen (che bel nome!) che mi ha avvicinato a questa pasta veloce e saporitissima. Magie del pomodoro….e di chi conosce le basi della cucina.
E ancora una volta, viva l’MTC, che ti porta ad esplorare lidi verso i quali non avresti mai pensato di dirigerti.

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VERMICELLI AL POMODORO CON FIORI DI ZUCCA E QUENELLE DI RICOTTA ALL’ERBA CIPOLLINA

Dose: 2 persone       Tempo di preparazione: 15 minuti       Tempo di cottura: 20 minuti + 10 minuti

Ingredienti

  • 160 gr di Vermicelli di Gragnano IGP (per me FiorFiore Coop)
  • 400 gr di pomodori Piccadilly
  • circa 15 fiori di zucca
  • 100 gr di ricotta vaccina
  • 5 fili di erba cipollina
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

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Procedimento

Mescolate la ricotta con l’erba cipollina tagliata finemente (lasciatene da parte un paio di fili) e condite con poco sale.
In una padella antiaderente, abbastanza ampia per poi potervi saltare la pasta, scaldate un cucchiaio di olio evo con uno spicchio d’aglio. Appena inizia ad imbiondire togliete l’aglio e aggiungete i pomodori tagliati in 4 parti. Cuocete a fiamma vivace per 5 minuti con il coperchio in modo da farli ammorbidire, poi schiacciateli con i rebbi di una forchetta, salate e proseguite la cottura per 15-20 minuti circa.
Mettete a bollire abbondante acqua per la pasta in una pentola alta. Quando l’acqua bolle salatela, poi buttate la pasta e abbiate cura che l’acqua continui a bollire per garantire una cottura ottimale.
Lavate delicatamente i fiori di zucca, rimuovete il peduncolo, apriteli longitudinalmente e rimuovete il pistillo. Tagliate a striscioline e gettate per 1 minuto in un pentolino dove avrete fatte scaldare un cucchiaio di olio evo.
Scolate la pasta un paio di minuti prima del tempo indicato sulla confezione e fatela saltare per un minuto nella padella con il pomodoro, aggiungendo all’occorrenza un paio di cucchiai di acqua di cottura.
Spegnete il fuoco, unite i fiori di zucca e servite nei piatti, aggiungendo alla fine una quenelle di ricotta e completando con una macinata di pepe nero e qualche filo di erba cipollina.

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Note:

– I pomodori devono perdere l’acqua e formare un sugo cremoso, ma il punto giusto è soggettivo. Io mi sono fermata un po’ prima dei 30 minuti indicati da Paola perché non li volevo completamente disfatti.

– Ho scelto la ricotta vaccina per non interferire troppo con il sapore del pomodoro, ma mi è rimasta la voglia di provare questa pasta anche con della ricotta di pecora, dal sapore più forte ma a me molto gradito.

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Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 48

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Pesto di mandorle, capperi e finocchietto selvatico

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Continuo a meravigliarmi di quanto poco basti per fare un buon piatto. E non solo in termini di tempo, che in questo caso si parla di 5 minuti di numero, roba da battere ogni record.
Ma soprattutto in termini di ingredienti. Se la materia prima è buona, il risultato è assicurato. Se usate del buon olio extravergine di oliva, per esempio, al primo assaggio di questa pasta resterete sorpresi. Pochi sapori, semplici ma ben caratterizzati, che si amalgamano tra loro e non stancano mai. Anche io, che non sono particolarmente amante della pasta, ne avrei mangiata in quantità.
In più, ha tutti i benefici della dieta mediterranea, quella basata su legumi, cereali integrali, frutta e verdura fresca, frutta secca e olio extravergine d’oliva, e che tutti gli esperti consigliano come la più salutare in assoluto.

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A rappresentare la frutta secca ci sono le mandorle, ricche di acidi grassi che aiutano a contrastare il colesterolo “cattivo”. Ma contengono anche vitamine E, ferro, magnesio e calcio. E polifenoli, che sono sostanze antiossidanti che contrastano l’invecchiamento delle nostre cellule (anche se, a onor del vero, sono più numerose nella buccia e quindi sarebbe bene consumarle con la pellicina).

Poi c’è l’olio extravergine di oliva, anch’esso un vero e proprio toccasana per il nostro organismo, soprattutto se usato a crudo, come in questo caso. A proposito, sapevate che molte vitamine sono liposolubili, ovvero vengono assimilate dal nostro organismo soltanto se consumate insieme a dei grassi? Anche per questo è così importante l’olio extravergine. Inutile mangiare enormi ciotole di insalata e carote scondite: non vi faranno ingrassare ma non apporteranno alcun beneficio alla vostra dieta.

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In nome della frutta fresca compare l’arancia, che oltre alla ben nota vitamina C (ma anche la A e alcune del gruppo B) contiene i bioflavonoidi, sostanze importanti per la ricostituzione del collagene del tessuto connettivo, e quindi capaci di proteggere ossa, denti e cartilagini.

I semi di finocchio hanno funzioni antinfiammatorie e antiossidanti; in particolar modo contengono alte quantità di flavonoidi, che contribuiscono a prevenire l’invecchiamento precoce contrastando i radicali liberi. Inoltre contengono molte fibre e facilitano la digestione. E persino i capperi, scopro adesso, contengono degli antiossidanti, in particolare la quercetina, anch’essa del gruppo dei flavonoidi.

Il tutto va a condire una pasta integrale, migliore di quella raffinata per la nostra salute perché è meno lavorata e quindi più ricca di elementi nutritivi. I cereali integrali, inoltre, contengono più fibre, che aiutano il buon funzionamento dell’intestino (anche nella prevenzioni di tumori) e meno zuccheri, quindi non innalzano l’indice glicemico dell’organismo (diminuendo il rischio diabete) saziano di più e ritardano il senso di fame (contrastando così anche il rischio obesità).

Prima di iniziare, una precisazione: nella mie zone, il finocchietto si trova soprattutto nei mesi primaverili, ma ne ho una buona scorta conservato a rametti nel congelatore, per averlo a disposizione anche fuori stagione.

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FUSILLI INTEGRALI AL PESTO DI MANDORLE, CAPPERI E FINOCCHIETTO

Dose: 4 persone       Tempo di preparazione: 5 minuti       Tempo di cottura: 10 minuti

  • 360 gr di fusilli integrali
  • 80 gr di mandorle
  • 1 cucchiaio di capperi sotto sale
  • 1 e 1/2 cucchiaino di semi di finocchio
  • 2 rametti di finocchietto selvatico
  • 2 arance
  • circa 50 ml olio extravergine di oliva

Sciacquate ripetutamente i capperi sotto l’acqua corrente per rimuovere il sale.
In un mixer, frullate le mandorle, i capperi e i semi di finocchio, versando a poco a poco il succo di un’arancia e mezzo e infine l’olio; aggiungete il resto del succo d’arancia solo dopo aver assaggiato, se vi sembra il caso. Frullate gli ingredienti fino ad ottenere un pesto omogeneo; a me piace che si sentano ancora dei piccoli pezzettini di mandorle, ma ovviamente è questione di gusti.
Scolate la pasta al dente, versatevi poco olio e conditela con il pesto. Completate con il finocchietto spezzettato e con la scorza grattugiata di un’arancia.

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WHOLEWHEAT PASTA WITH ALMOND, FENNEL AND CAPER PESTO

Serves: 4       Preparation time: 5 minutes       Cooking time: 10 minutes

  • 360 gr wholewheat pasta
  • 80 gr almonds
  • 1 tbsp salted capers
  • 1 and 1/2 tsp fennel seeds
  • 2 sprigs of wild fennel
  • 2 oranges
  • about 50 ml extravirgin olive oil

Rinse thoroughly the capers under running water.
Put almonds, capers, fennel seeds in a food processor and pulse until you have a paste quite even (but I like to feel some small pieces of almonds). While pulsing, add little by little the juice of 1 and 1/2 orange and the olive oil. Add the rest of orange juice only after tasting, if you like.
Cook the pasta for the time written on the package, drain it, pour some oil and then the pesto. Finish with the wild fennel and the grated rind of an orange.

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Con questa ricetta partecipo al contest dell’AIFB “I magnifici 6”

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Orecchiette di grano arso alla siciliana

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Ho trovato queste orecchiette per caso, un paio di mesi fa, in uno stand pugliese alla Fiera dell’Artigianato di Firenze. Mi hanno colpito per il oro colore verde oliva e per questa dicitura “grano arso” e ho deciso di provarle.

Originariamente, la farina di grano arso era prodotta dai contadini che raccoglievano i chicchi rimasti sui campi dopo la mietitura e la bruciatura delle stoppie. Da questi chicchi bruciati veniva ricavata una farina scura che poi, mescolata con quelle classica, andava ad incrementare le scorte dei contadini, mai molto abbondanti.

Nel momento in cui è aumentata la disponibilità di grano, questa fonte alternativa di approvvigionamento è stata abbandonata. Fino a quando, pochi anni fa, alcuni produttori locali non l’hanno recuperata in omaggio alla tradizione. Oggi, ovviamente, il metodo di produzione è diverso e i chicchi vengono tostati invece che bruciati direttamente sul campo, ma il prodotto finale è simile: una farina scura e dal gusto vagamente tostato, che viene mescolata in percentuale minore con altri tipi di farine per produrre pane e pasta.

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Per le mie orecchiette ho scelto un condimento veloce e fresco, adatto a questo assaggio d’estate a 35° che ci ha lasciati tutti di stucco, e che ho apprezzato perché fatto di ingredienti semplici e saporiti che mi piacciono molto.
Per quanto riguarda le orecchiette, però, non ho riscontrato aromi particolari rispetto a quelle classiche anzi, mi sono sembrate piuttosto insipide. E’ stata una delusione. Ero anche stata parca di condimento, per riuscire a percepire meglio il gusto della pasta, e invece ho dovuto aggiungerlo perché risultava troppo neutra.

Forse dipendeva dal particolare tipo di orecchiette, forse avevano una percentuale troppo bassa di farina di grano arso perché se ne sentisse l’aroma. Fatto sta che non mi sono sembrate nulla di che e mi riservo di riprovare presto con un altro tipo, se riuscirò a trovarlo. Vi lascio comunque la ricetta perché il condimento a me è piaciuto e può essere utile per una pasta fredda estiva.

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ORECCHIETTE DI GRANO ARSO ALLA SICILIANA

Ingredienti per 2 persone:

  • 180 gr di orecchiette di grano arso
  • 8 pomodori secchi sott’olio
  • 2 cucchiaini di capperi sotto sale
  • 2 cucchiai di mandorle a lamelle
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • origano secco
  • olio extravergine d’oliva
  • sale

Lessate le orecchiette in abbondante acqua salata per circa 10 minuti.
Nel frattempo tostate le mandorle e i pinoli in una padella antiaderente per 5 minuti.
Tagliate i pomodori a listarelle. Sciacquate i capperi sotto l’acqua corrente per togliere il sale, mescolateli ai pomodori e cospargete con l’origano.
Scolate le orecchiette, passatele sotto l’acqua fredda e conditele prima con due cucchiai di olio evo, poi con il mix di pomodori e capperi. Completate con la frutta secca e servite. Se volete renderle ancora più appetitose, potete aggiungere qualche acciuga sott’olio tagliata a pezzetti.

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