Pull apart bread con cavolo nero e pecorino toscano

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Non appena ho visto questa ricetta me ne sono innamorata.
C’è tutto quello che amo: la mia terra, le mie tradizioni, i sapori di casa…solo la forma non è propriamente italiana, ma del resto, a me piace sperimentare! Il pull apart bread è un pane morbido lievitato che mi ha sempre colpito per il suo nome: infatti significa “fare a pezzi, smontare”. Vi suona strano? E invece, con l’usuale, pragmatica immediatezza della lingua anglosassone, descrive alla perfezione la peculiarità di questo pane composto da vari segmenti che durante la cottura si uniscono ma non del tutto, così che ogni commensale possa staccare il suo pezzettino senza bisogno di coltello. Il massimo della convivialità, direi, e anche una soluzione perfetta per un pic nic!
Le mie fette in realtà non erano perfettamente separate, forse perché ho usato una stampo da plumcake leggermente più piccolo del solito e avrebbero avuto bisogno di più di spazio, o forse perché avevo messo un po’ troppo ripieno (golosona!) ma in ogni caso mi ritengo soddisfatta dell’esperimento.
Ovviamente, a breve dovrò provare una versione dolce, giusto per non lasciare niente di intentato…sono troppo curiosa!

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La ricetta è di una vera pioniera (il suo blog esiste dal 2005!), Sigrid de Il cavoletto di Bruxelles, che fa sempre cose meravigliose e in questo caso ha pensato questa ricetta per Vetrina Toscana.
E infatti in questo soffice pane c’è l’essenza della mia amata regione.
Il cavolo nero, verdura ruvida e toscanaccia, dal sapore pungente e quasi piccantino, capace di dare carattere da solo ad un piatto.
Il pecorino…ah, il pecorino. Cosa possono mai dire le parole? Ci vorrebbe un poeta per dedicargli un’ode (ecco, è un’idea: se qualcuno vuol farsi avanti…); in questo caso ho scelto un pecorino di Pienza piuttosto fresco ma dal sapore già abbastanza deciso.
Poi l’aglio: popolare, verace, intenso e..indigeribile! Almeno per me. Lo adoro in misura direttamente proporzionale alla persistenza che riesce ad avere nelle mie giornate una volta che l’ho mangiato. Una di quelle storie d’amore tormentate e pericolosamente tendenti all’autodistruzione (in questo caso mia, non dell’aglio) che non avranno mai fine.
E infine, una generosa dose di olio extravergine d’oliva, del quale in quest’anno di magra abbiamo sentito tanto la mancanza e che in una ricetta come questa fa davvero la differenza.
La birra, invece, è tedesca, ma ultimamente in Toscana si stanno diffondendo tanti birrifici artigianali, per cui non avrete difficoltà a scegliere una delle loro birre in luogo di questa, che io avevo in casa e volevo assolutamente usare in una ricetta, visto che non sono una grande bevitrice.

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Bene, mi sembra di aver detto tutto.

Se non che questo pane per me è stato una rivelazione. E una tentazione.
Soffice, condito, saporito, sprigiona un profumo avvolgente e articolato. Mi piace sentirne la consistenza soffice sotto i polpastrelli, spezzarlo con le mani, leggermente unto d’olio al tatto; farmi avvolgere dal sentore del cavolo e dell’aglio che sale deciso alle mie narici; affondarci i denti e sentire la crosticina saporita di pecorino sulla superficie, e poi lo stesso cacio tenero e quasi sciolto all’interno, e ancora tutti i sapori che si legano e si sprigionano insieme.

Basta, sappiate che ne ho mangiato mezzo da sola. Ed è per questo che non lo farò più. 😛

PULL APART BREAD CON CAVOLO NERO E PECORINO

 Dose: 6 persone       Tempo di preparazione: 50 minuti + 2 ore di lievitazione       Tempo di cottura: 35-40 minuti

 Per l’impasto:

  • 250 gr di farina di Manitoba
  • 130 gr di farina di farro
  • 2 uova
  • 110 ml di birra scura
  • 60 gr di burro
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 bustina di lievito di birra disidratato (7 gr)

Per il ripieno:

  • 8 foglie di cavolo nero (circa 80 gr al netto degli scarti)
  • 150 gr di pecorino toscano piuttosto fresco
  • 2 cucchiai di pinoli
  • 1 cucchiaio di mandorle
  • 1 spicchio d’aglio
  • circa 50 ml di olio extravergine d’oliva
  • un pizzico di sale

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Setacciate le farine e mescolatele insieme al lievito di birra e allo zucchero.
Sciogliete il burro (io nel microonde al minimo, per 2-3 minuti) e mescolate con la birra tiepida, poi versatelo nella ciotola con le farine e iniziate ad impastare. Unite il sale, le uova una ad una e poi il resto della farina di manitoba. Impastate per circa 5 minuti, aggiungendo altra farina se l’impasto è troppo appiccicoso; in ogni caso deve restare piuttosto morbido.
Ungete una ciotola pulita, deponetevi l’impasto, ungetelo anche in superficie e coprite con pellicola trasparente. Fate lievitare dentro al forno spento ma tiepido per un’ora e mezzo circa.

Nel frattempo preparate il pesto di cavolo. Lavate le foglie, rimuovete la costola centrale e tagliatele a striscioline.
Tostate i pinoli e le mandorle per un paio di minuti in una padella antiaderente.
Frullate insieme il cavolo, la frutta secca e l’aglio, versando l’olio a filo. Così otterrete un pesto liscio e fine. Io invece ho tritato tutto con la mezzaluna, aggiungendo l’olio alla fine, perché il pesto mi piace più grossolano e irregolare.
Grattugiate i pecorini nella grattugia a fori grossi e tenete da parte.

Quando l’impasto sarà raddoppiato di volume rovesciatelo sulla spianatoia e stendetelo delicatamente in un rettangolo di circa 40 x 30 cm aiutandovi con il mattarello e con le mani. Per evitare che si attacchi al piano di lavoro è meglio stenderlo su carta da forno.
Distribuite il pesto di cavolo sulla superficie, aggiungendo un po’ d’olio se necessario.
Tagliatelo poi in quattro strisce larghe circa 7,5 cm, mettete del formaggio grattugiato sopra alla prima, poi sovrapponetevi la seconda (sempre con la parte con il pesto verso l’alto), cospargete anch’essa di formaggio e proseguite allo stesso modo con le altre due strisce.
Tagliate poi il tutto in 7 segmenti, in modo da ottenere 7 quadrati, ognuno con 4 strati. Disponeteli uno accanto all’altro, in verticale, in uno stampo da plumcake foderato di carta forno, coprite con un panno pulito e fate lievitare per circa 40 minuti.
Cuocete a 180° per 35-40 minuti e aspettate almeno un quarto d’ora prima di servire.

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TUSCAN PULL APART BREAD

Serves: 6       Preparation time: 50 minutes + 2 and 1/2 hours for rising       Cooking time: 35-40 minutes

 For the dough:

  • 250 gr strong flour
  • 130 gr spelt flour
  • 2 eggs
  • 110 ml dark beer
  • 60 gr butter, melted
  • 1 envelope dry active yeast
  • 2 teaspoons sugar
  • 1 teaspoon salt

For the filling:

  • 8 leaves of Tuscan kale (about 80 gr, cleaned)
  • 150 gr Pecorino toscano cheese, not too matured
  • 2 tablespoons of pinenuts
  • 1 tablespoon of almonds
  • 1 clove of garlic
  • about 50 ml of extravirgin olive oil
  • a pinch of salt

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Wash the kale, remove the central rib and chop the rest in stripes.
Roast the almonds and pinenuts for 2 minutes in a pan.
Blend together kale, the fruits, garlic and oil. For a creamy and smooth pesto, use the blender; if you want it more uneven, use the mezzaluna knife as I did.

Mix the melted butter with the lukewarm beer. Mix the spelt flour with half of the strong flour, the yeast and sugar. Start mixing, adding the liquid mixture, then add the salt, the eggs – one at a time – and finally the rest of the flour.
Knead for about 5 minutes adding more flour if the dough it’s too sticky, but in the end it must remain soft and slightly wet.
Put the dough in a bowl oiled with olive oil, cover with plastic film and let rise for 1 hour and a half in a lukewarm place.

When the dough has doubled, roll it out gently over a floured surface (or over a sheet of baking paper) with a rolling pin and you hand: you must obtain a 16×12” rectangle.
Spread the surface with kale pesto. Slice the rectangle lengthwise in four ribbons. Top the first with some grated cheese, add the second ribbon on top, top again with cheese and so on. Then cut this stack in 7 segments (they will be made of 4 layers each) and arrange them in a 10 x 4″ lined loaf pan.
Cover with film and let rise for 45 minutes.
Bake at 180° C/ 350° F for 35-40 minutes until the bread is golden and crisp. Let cool for 10-15 minutes before serving lukewarm.

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Timballo di riso con pere, pecorino e noci

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Ecco, un timballo proprio non l’avevo mai fatto. E’ un termine che mi richiama gli anni Ottanta (forse anche qualcosa più in là), una cucina ormai desueta, di quelle che vanno di moda per qualche anno e poi scompaiono. A casa mia, poi, non credo sia mai stato fatto nulla di simile.
Ma se, una volta tanto, l’assaggiatore ufficiale fa una richiesta, come dire di no?
E così scopro che il timballo ha una storia nobile, che parte dal Rinascimento, quando indicava uno sformato di pasta condita con ricchi sughi di carne e contenuta in un guscio di pasta frolla, cotto in uno stampo di forma cilindrica. Il nome deriva proprio dallo stampo, che a sua volta lo desume da uno strumento musicale a corde la cui cassa armonica aveva forma emisferica.
Nel corso del tempo, poi, la forma è cambiata, il guscio di frolla è diventato opzionale, alla pasta si è affiancato il riso, e così il termine timballo è rimasto ad indicare uno sformato di pasta/riso/cereali compattato in uno stampo e cotto in forno.

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Vi presento la ricetta scelta dall’assaggiatore. Per una volta ho abdicato al mio ruolo di “regina” della cucina e sebbene non avessi molta fiducia, devo ammettere che è stata un’ottima scelta!

TIMBALLO DI RISO CON PERE PECORINO E NOCI

Dosi per 4 persone

  • 300 gr di riso vialone nano
  • 400 ml di latte parzialmente scremato
  • 800 ml d’acqua
  • 3 uova
  • 60 gr di parmigiano grattugiato
  • 120 gr di pecorino fresco a dadini
  • 9-10 noci
  • 1 e 1/2 pere abate
  • miele di castagno q.b.
  • succo di mezzo limone

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In una casseruola, portate ad ebollizione l’acqua e il latte, salate e fatevi cuocere il riso per il tempo indicato nella confezione. Scolatelo, sgranatelo bene e tenetelo da parte (potete cuocerlo anche diverse ore prima).
Sbucciate le pere, tagliatele a dadini e bagnatele leggermente con del succo di limone per non farle annerire. Sbattete le uova con il parmigiano e aggiungetele al riso. Unite poi il pecorino tagliato a dadini, le noci spezzettate grossolanamente e le pere.
Riempite uno stampo da timballo (anche uno da plumcake può andar bene, se non vi “formalizzate”) e infornate a 180° per 15 minuti. Fate raffreddare per 5 minuti e poi sformatelo sul piatto da portata. Cospargetelo con il miele di castagno: ci sta benissimo, ma non esagerate…siete sempre in tempo ad aggiungerlo dopo nei singoli piatti da portata. Decorate, se volete, con qualche altro gheriglio di noce.

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RICE AND PECORINO CHEESE TIMBALE

Servings 4

  • 300 g rice
  • 400 ml semi-skimmed milk
  • 800 ml water
  • 3 eggs
  • 60 g grated Parmesan cheese
  • 120 g diced mild (not aged) Pecorino cheese
  • 9-10 walnuts
  • 1 and a half pear
  • chestnut tree honey
  • half a lemon juice

Put the milk and water in a saucepan and make them boil. Add salt and pour in the rice, cooking it for the minutes written on the package. Drain it and set aside. Peel the pears, cut them in small dices and sprinkle with s bit of lemon juice to avoid them darkening. Chop up coarsely the walnuts. Beat the eggs with the Parmesan cheese and add to the rice. Add the diced Pecorino, walnuts and pears. Fill in a timbale mould (or a plumcake mould, if you want) and bake at 180°C/350°F for 15 minutes. Make it sit for 5 minutes, then turn it upside down over the platter and remove the mould. Sprinkle with chestnut honey and garnish with some more walnut kernels, if you want.

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Con questa ricetta partecipo al contest “Sapori d’autunno”

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Pasta zucchine e noci

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Parlare della felicità è difficile.
Anche un po’ presuntuoso, forse, ma ultimamente mi capita di pensarci spesso.
E mi arrabbio con me stessa, perchè è proprio quando sfioro situazioni di vita altrui complesse, dolorose, a volte disperate che si fa strada in me più prepotente l’idea di felicità. E nonostante il peso sul cuore, mi ricordo che per essere felici basta poco. Spesso mi faccio assorbire dalle quisquilie microscopiche della vita quotidiana perdendo di vista l’orizzonte più lontano ed essenziale.
La felicità, a volte, è semplicemente assenza di elementi negativi, e capacità di apprezzare quel che si ha.
Quante volte siamo felici (o potremmo esserlo) e non ce ne rendiamo conto?

Non potendo darvi la ricetta della felicità, vi lascio una ricetta che spero vi dia almeno un po’ di buonumore.
Una pasta che unisce la freschezza delle zucchine, il gusto sapido del pecorino toscano e la croccantezza delle noci: fresca, leggera e velocissima. Che vi susciti appetito e un sorriso sulle labbra.

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PENNE CON ZUCCHINE, PECORINO E NOCI

Dose per 2 persone:

  • 160 gr di penne rigate
  • 4 zucchine piccole
  • 30 gr di pecorino toscano stagionato
  • 4 gherigli di noce
  • sale e pepe
  • olio evo

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Mettete a bollire l’acqua per la pasta. Nel frattempo, affettate le zucchine finissime con la mandolina e mettetele ad appassire in un tegame scoperto, con poca acqua, fino a renderle morbide; aggiustate di sale.
Mentre la pasta cuoce, passate il pecorino nella grattugia a fori larghi e spezzettate grossolanamente i gherigli di noce con le mani; mescolateli insieme.
Scolate la pasta e conditela con abbondante olio evo e con le zucchine; aggiungete il pecorino e le noci e servite, completando con una spolverata di pepe nero direttamente sul piatto.