Rincantucciarsi (cantucci toscani)

Inverno, una delle mie stagioni preferite…insieme alle altre tre, a dire il vero! Mi piace il cambiamento costante e impercettibile della luce, dei colori, delle temperature; mi piace l’avvicendarsi di sensazioni legate al succedersi delle stagioni, sensazioni che sono al tempo stesso familiari – poiché si ripetono ogni anno – e nuove, perchè ogni ritorno è come una scoperta. Come quando, dopo mesi di pioggia e umidità, temperature miti e colori caldi, tutto ad un tratto vi svegliate circondati da cieli algidi su cui si stagliano grigi rami intirizziti, mentre l’aria pungente del mattino vi gela le gote e vi vivifica lo spirito. E nemmeno il tempo di abituarsi che la luce è già cambiata, sui rami spuntano le prime gemme e il cielo si fa più azzurro…tutto è una sorpresa continua. Non è bellissimo?!
Torniamo però all’inverno, che tra i suoi pregi ha quello non trascurabile di permettermi di stare rintanata in casa senza troppi sensi di colpa per il mio (scarso) spirito sociale: è freddo, fa buio presto…ma dove vuoi andare?! E allora mi piace rincantucciarmi sul divano, in compagnia di un buon libro e di qualcosa di dolce a farmi compagnia…per esempio un paio di cantucci!  I cantucci sono i tipici biscotti con le mandorle originari di Prato, che generalmente vengono accompagnati da un bicchierino di vinsanto (che io adoro).
La parola cantuccio, in Toscana, indica un angolino appartato e tranquillo, che evoca in me sensazioni di quieta e serena solitudine. Ma cantuccio significa anche “pezzettino”, che sia di pane, di formaggio…o di dolce. Ovviamente esiste una serie innumerevole di varianti dei cantucci classici: con le nocciole, con gocce di cioccolato, con le noci… Io rimango fedele a quelli con le mandorle, che mi sono più familiari, tranne in casi in cui – come adesso – mi accorgo all’ultimo di non avere abbastanza mandorle in casa, e allora sono costretta a utilizzare noci e nocciole… 🙂

CANTUCCIcantucci

  • 400 gr di farina
  • 200 gr di zucchero
  • 3 uova + 1 per spennellare la superficie
  • 150 gr di mandorle dolci non spellate
  • 1 bustina di lievito
  • mezzo flaconcino di essenza d’arancio

Sbattete le uova con lo zucchero, unite la farina e il lievito, l’essenza d’arancio e le mandorle intere. Impastate bene, poi formate due o tre lunghi panetti un po’ appiattiti e larghi 5-6 cm. Spennellate tutta la superficie con l’uovo sbattuto, che serve a dare il tipico aspetto lucente ai cantucci, e cuocete a 180° per 20 minuti. Togliete i panetti dal forno, fateli raffreddare una decina di minuti e tagliateli per obliquo con un coltello molto affilato, ricavandone tanti biscottini. Rimettete subito in forno a 160° per 10-12 minuti per farli biscottare, poi fateli raffreddare prima di procedere alla degustazione. E assicuratevi di avere un buon vinsanto a disposizione!

Viva la pappa! (al pomodoro)

Dopo mesi che volevo provarci, finalmente l’ho fatta: la pappa al pomodoro!! E’ un piatto tipico toscano, che di solito si fa nella stagione estiva perchè gli ingredienti principali sono i pomodori freschi e il basilico. Sapori semplici e genuini, che mi fanno pensare ai miei nonni, alla campagna e alla vita di una volta…e per una nostalgica come me è una vera goduria! Certo, adesso siamo un po’ fuori stagione, ma visto che ai pomodori si può sostituire anche la passata (e io avevo quella fatta in casa dai miei mitici genitori), ho pensato che potesse essere una buona soluzione per una cena autunnale.

La pappa col pomodoro, piatto povero per eccellenza, ha guadagnato status quasi letterario grazie a “Il giornalino di Gianburrasca“, libro per ragazzi scritto da Vamba nel 1907, in un episodio del quale il piccolo protagonista riesce ad ottenere per sè e per tutti i compagni di collegio la pappa col pomodoro invece dell’odiatissima minestra. Dal romanzo è stata tratta una serie televisiva andata in onda tra il 1964 e il 1965, nella quale una giovanissima Rita Pavone, nel ruolo di Gianburrasca, cantava a squarciagola il famoso inno alla pappa. Tra l’altro, ho appena scoperto qui che a breve riproporranno la serie televisiva storica su Rai5…altro motivo di interesse per i nostalgici di ogni tipo!

Le dosi della ricetta sono per 4 persone. Se la fate nel periodo estivo potete utilizzare pomodori freschi, ma la preparazione sarà molto più lunga perchè dovrete sbollentarli per 5 minuti, spellarli, privarli dei semi e poi farli cuocere, facendo così una passata “espressa”. Se scegliete una passata già pronta, non trascurate la qualità…è la bontà del pomodoro che fa buona la pappa!

PAPPA AL POMODORO

Dose per 4 persone.

  • 300 gr di pane raffermo (almeno 4-5 giorni)
  • circa 800 ml di passata di pomodoro
  • 1-1,5 litri di brodo
  • olio
  • aglio
  • basilico

Fate soffriggere un paio di spicchi d’aglio in 3 cucchiai di olio per pochi minuti, dopo di che rimuovete l’aglio e versatevi la passata di pomodoro. Fate bollire per qualche minuto, salate e poi aggiungete il pane a pezzetti, mescolando bene. Unite subito dopo il brodo e fate cuocere coperto per 15-20 minuti, rimestando il pane di tanto in tanto con una forchetta.
La cottura è molto soggettiva; il pane deve essere totalmente inzuppato e ammorbidito, ma c’è chi lo lascia comunque a pezzi piuttosto grandi e chi, come me, lo preferisce del tutto spappolato (sennò che pappa è?!). Verso la fine della cottura aggiungete qualche foglia di basilico e, se volete, un paio di spicchi d’aglio.

La pappa si serve sia calda che fredda, con un filo d’olio da aggiungere direttamente nel piatto. E il giorno dopo è ancora più buona!