Blinis agli asparagi

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Gli asparagi stanno per finire, ma prima che sia troppo tardi dovete provare questi blinis di Manuela, a me sono piaciuti molto!
I blinis, tipici della cucina russa, sono una sorta di pancakes ma più piccoli, assimilabili anche alle crepes, dalle quali si distinguono però per l’aggiunta di lievito, che li rende più soffici e consistenti. In Russia vengono generalmente accompagnati a caviale o salmone e panna acida, ma ne esistono anche versioni dolci, proprio come le nostre crepes.

A me sono piaciuti sin dall’aspetto, così piccoli e paffutelli, soffici e rigonfi. E una volta cucinati ne ho apprezzato anche la delicatezza dell’impasto di farina e latte, che sostiene e accompagna il sapore degli asparagi. La ricetta originale prevedeva della scamorza per gratinarli; io mi sono dovuta accontentare di un po’ di emmental (anche se la foto è pre-gratinatura)…ma forse mi ha dato modo di assaporare di più questi morbidi blinis!

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BLINIS DI ASPARAGI

  • 150 gr di asparagi
  • 100 gr di farina 0
  • 100 ml di latte
  • 1 uovo
  • 50 gr di emmental o scamorza
  • mezzo cucchiaino di lievito in polvere
  • qualche foglia di menta
  • un pizzico di maggiorana
  • sale
  • olio evo
  • sale

Pulite gli asparagi togliendo la parte finale più legnosa, tagliateli a rondelle lasciando le punte integre e cuoceteli in un tegame con poco olio e un po’ d’acqua finché non saranno teneri. Salateli durante la cottura, poi frullateli con la menta e la maggiorana, lasciando da parte alcune punte, che poi userete per guarnire.
Mescolate la farina con il lievito e un pizzico di sale, poi unitevi la purea di asparagi.  Aggiungete il tuorlo, il latte e l’albume montato a neve.
In una padella antiaderente, disponete delle cucchiaiate di impasto, a formare delle frittelline di 7-8 cm di diametro. Fatele cuocere circa 1 minuto per lato, poi trasferitele in una teglia ricoperta con carta da forno, mettetevi sopra una fettina di formaggio e cuocete a 200° per 5 minuti.

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Polpettine di lenticchie al sesamo

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Si fa un gran parlare di orti urbani. Aree abbandonate, zone incolte o di dubbia destinazione che piano piano vengono “civilizzate” e coltivate da cittadini volenterosi armati di paletta e rastrello.

C’è chi coltiva il giardinetto di casa, chi ottiene un pezzettino di terra dal proprio Comune, chi fa l’orto del cognato e chi in un angolino remoto del parco pubblico si pianta l’insalata (non so se questo sia proprio virtuoso…). Ma di terreno a disposizione in città non ce n’è molto, perciò tanti contadini in erba si fanno il proprio orto sul balcone, dedicandosi a innesti e trapianti con la foga e l’entusiasmo del neofita.

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Ecco, io nemmeno il balcone ho. Però c’ho un davanzale bello largo, quando si dice la fortuna! E allora perchè non sfruttare questo surplus di superficie immobiliare non calpestabile per farmi un orticello tutto mio?! Certo, bisogna contenere le ambizioni e contentarsi di poco…ma si può fare!

Tralascerò il racconto delle peripezie attraversate per farmi realizzare delle protezioni su misura per i vasi (regola numero uno dell’orto corto: evitare che una della vostre meravigliose piantine stenda al suolo un ignaro passante) e per farle fissare al davanzale. Fatto sta che adesso le ho e ci sono tutte le condizioni per dare il via al mio orticello. E così, complice il babbo, mi sono procurata delle piantine aromatiche già ben avviate (visto il mio pollice-verde-tendente-al-nero non me la sono sentita di piantare dei semi). Ho scelto le classiche: salvia, rosmarino, basilico e timo. Profumi conosciuti e rassicuranti, che sanno di casa…e indispensabili per la mia cucina!

Ho deciso di dare il benvenuto al mio orto (“corto” per ovvi motivi, “assorto”…perchè è mio!) con una ricetta semplice semplice trovata qui, e che prevede l’impiego di varie erbe aromatiche a vostra scelta. Dovevate sentire il profumo sprigionato dai miei aromi mentre li tritavo…intenso, genuino, avvolgente, altro che quelli che si trovano al supermercato! Che dite, sarò poco obiettiva?!

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POLPETTINE DI LENTICCHIE AI SEMI DI SESAMO

  • 110 gr di lenticchie secche (o 270 di lenticchie lessate)
  • 1 patata di medie dimensioni (circa 150 gr)
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • 2 cucchiai di semi di sesamo (ma anche di più!)
  • 2 cucchiaini di trito aromatico (per me: salvia, rosmarino, timo)
  • sale e olio evo

polpette2Lessate la patata con la buccia per circa mezz’ora. Scolatela e, quando sarà intiepidita, pelatela e schiacciatela accuratamente. Lessate le lenticchie, scolatele e frullatele. Versatele in una ciotola aggiungendo il parmigiano, il trito aromatico e l’uovo. Aggiustate di sale e incorporate il pangrattato amalgamando bene gli ingredienti. Formate tante polpettine delle dimensioni che preferite e rotolatele nei semi di sesamo. Disponete le polpette in una teglia da forno, irroratele con un po’ d’olio e cuocete a 180° per 20 minuti.

Colgo l’occasione per ringraziare Anna di lemilleeunatorta per avermi assegnato il Liebster Award! Ho già partecipato al gioco e premiato i blog che seguo, quindi non posso farlo nuovamente, ma vi consiglio di fare un salto a trovare Anna, che suggerisce un sacco di ricette sfiziose!

Lasagne vegetariane: è più facile spezzare un atomo…

Niente da fare, per la maggior parte delle persone la parola “vegetariano” evoca ancora piatti tristi e sconditi, cruditè di verdure e menù punitivi. Come se i piatti senza carne nè pesce fossero un’aberrazione, un’invenzione perversa e contro natura creata da chi vuole (o deve) rinunciare alle proteine animali, e allora è costretto a trovare insipidi surrogati. Quello che continua a stupirmi è che anche molte persone che io ritengo di buon senso la vedono in quest’ottica. Poi magari si trovano ad una cena in cui – per caso o per scelta – non compaiono carne nè pesce, eppure tutti fanno onore alla tavola e proclamano di aver mangiato con gusto: non era forse una cena vegetariana? Ma guai a dirlo, per carità, pena provocare in essi incredulità e sgomento: è mai possibile che mangiare vegetariano corrisponda a mangiare con gusto?! E qui entra in scena il famoso aforisma di Einstein, secondo il quale è più semplice spezzare un atomo che un pregiudizio. E purtroppo non vale soltanto in campo gastronomico…

Queste lasagne per me sono particolarmente gustose: chissà che non servano a convincere qualche accanito anti-vegetariano che un buon pasto non richiede necessariamente carne? 🙂
Io ho utilizzato alcune delle verdure di stagione che preferisco (tranne una, che è decisamente estiva…trova l’intruso!), ma ovviamente potete sostituirle con altre a seconda dei vostri gusti.

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Per quanto riguarda la pasta ho utilizzato le lasagne Barilla secche; nella confezione c’era scritto che non serviva precottura, ma secondo me tendono a restare un po’ durette, a meno che non utilizziate una besciamella molto liquida e le cuociate per almeno 40 minuti (contro i 20 consigliati sulla confezione). In alternativa, potete comprare le lasagne fresche che si trovano nel banco frigo.
La dose è per circa 6 persone, ma considerate che io ho messo soltanto 3 strati di pasta e sono stata invece piuttosto generosa nel condimento. Se vi piacciono le lasagne iperstratificate, considerate che vi servirà più pasta.

LASAGNE VEGETARIANE

  • 250 gr di sfoglia per lasagne
  • besciamella (dose con 50 gr di burro)
  • 5 carote
  • 2-3 finocchi
  • 2 cavoli broccoli di medie dimensioni
  • 120 gr di piselli già lessati
  • 1 porro
  • parmigiano grattugiato
  • olio

Lavate  e pulite le verdure fresche, tagliatele a pezzi grossolani e lessatele, scolandole quando sono ancora un po’ al dente. Tagliate il porro a rondelle sottili e fatelo soffriggere in abbondante olio per qualche minuto. Sminuzzate le verdure precedentemente lessate e unitele al porro. Aggiustate di sale e fate cuocere per 10 minuti a fiamma viva, aggiungendo un po’ di acqua calda se dovessero asciugarsi troppo. Unite i piselli quasi alla fine.

Ungete bene il fondo di una pirofila da forno, mettete uno strato di pasta, coprite con qualche cucchiaio di besciamella, poi con le verdure e infine con un po’ di parmigiano. Ripetete l’operazione tante volte quanti sono gli strati che volete fare, e nell’ultimo abbondate con il parmigiano. Cuocete a 200° per circa 30 minuti (il tempo di cottura varia in base alla poasta che avete scelto). Sfornate e fate raffreddare qualche minuto prima di servire.